Le forze politiche di maggioranza — Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Demos e Lista Civica — promuovono per lunedì 11 maggio, alle ore 17:30, presso l’Aula Pucci, un’assemblea pubblica sul Piano regionale dei rifiuti e sulle possibili ricadute per Civitavecchia e per l’intero comprensorio.
Sono invitate a partecipare tutte le forze politiche, i comitati ambientalisti e civici, le organizzazioni sindacali e la cittadinanza. Riteniamo infatti necessario che su un tema così delicato la città possa discutere in modo aperto, serio e consapevole.
Il Piano è ancora un atto in discussione. Dovrà attraversare commissioni, pareri tecnici, confronto istituzionale e approvazione finale in Consiglio regionale. Non siamo quindi davanti a un quadro chiuso, ma a una fase nella quale i territori hanno il diritto e il dovere di intervenire.
Il punto non è affrontare il tema dei rifiuti con superficialità o con slogan. Ogni comunità produce rifiuti e ogni sistema moderno ha bisogno di impianti. Ma proprio per questo la programmazione deve essere fondata su criteri di equità, prossimità, sostenibilità e giustizia territoriale.
La linea che riteniamo più corretta è quella di un sistema fondato su più ambiti territoriali, impianti dimensionati sui fabbisogni reali dei territori, conferimenti di prossimità e superamento della logica dei grandi impianti concentrati.
Su Fosso Crepacuore il punto è evidente: il dimensionamento previsto è enorme e, dentro l’impostazione attuale del Piano, rischia di aprire la strada al conferimento dei rifiuti trattati di Roma Capitale. A questo quadro non possiamo essere favorevoli, perché significherebbe un aggravamento sostanziale per Civitavecchia e per il comprensorio.
Civitavecchia pone inoltre una questione specifica che non può essere ignorata: il carico complessivo ambientale e territoriale. Porto, centrale, centro chimico, discarica, depositi di idrocarburi e altre servitù raccontano una città che ha già sostenuto per decenni funzioni pesanti per il Lazio e per il Paese.
L’accanimento con il quale il nostro territorio è stato utilizzato e caricato di servitù non può essere rimosso né trattato come un dettaglio secondario. Non basta valutare se un’area sia tecnicamente disponibile. Bisogna valutare quanto quel territorio abbia già dato e quanto possa ancora sopportare senza compromettere salute, ambiente e qualità della vita.
Per questo chiediamo che nei criteri di localizzazione degli impianti venga introdotto o rafforzato in modo vincolante il parametro del carico complessivo ambientale, sanitario, infrastrutturale e sociale.
La nostra posizione è chiara: responsabilità sì, concentrazione delle servitù no. Prossimità sì, Civitavecchia valvola di sfogo del sistema romano e regionale no.
Civitavecchia non chiede privilegi. Chiede equità, rispetto e garanzie.
L’assemblea dell’11 maggio sarà un momento importante per costruire una posizione forte, seria e condivisa a tutela della città e del suo futuro.
Partito Democratico Civitavecchia
Movimento 5 Stelle Civitavecchia
Alleanza Verdi e Sinistra Civitavecchia
Demos Civitavecchia
Lista Civica
