Dalle 16.30 di lunedi 29 giugno i profili di nove europarlamentari italiani sono inondati di tweet. Questo è l’obiettivo della campagna Stop Ttip, la campagna internazionale per bloccare il trattato transatlantico di libero scambio. A Bruxelles, infatti, la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo è chiamata a selezionare tra 116 emendamenti quelli che verranno ammessi in aula. Questa relazione ha il compito di chiarire alcuni aspetti ancora bui del Trattato e darà delle indicazioni politiche e non vincolanti sul negoziato condotto dalla Commissione.
La richiesta del movimento Stop Ttip Italia è che gli europarlamentari italiani, spiega una delle portavoce Monica di Sisto diano: “La conferma di tutti gli emendamenti che escludono dal negoziato temi inaccettabili come la privatizzazione dei servizi pubblici, l’indebolimento delle Indicazioni geografiche, il rafforzamento del commercio transatlantico di carburanti fossili, un livellamento coatto del diritto di regolare degli stati sovrani, nonché l’inserimento della clausola di protezione dei diritti degli investitori o altri meccanismi di arbitrato internazionale pubblico o privato a breve o medio termine, così che possano essere portati in aula e approvati”.
Sotto tiro gli account di Tiziana Begnin, David Borrelli, Salvatore Cicu, Eleonora Forenza, Alessia Mosca, Mattep Salvini, Goffredo Bettini, Nicola Danti e Fabio Massimo Castaldo, gli europarlamentari italiani. Il voto sulla relazione doveva avvenire il 10 giugno, ma, scrivono in una nota i promotori di Stop Ttip Italia: “E’ stato clamorosamente annullato e rinviato dal presidente del Parlamento, il socialdemocratico Martin Shultz, nel timore di non avere una maggioranza adeguata alla sua approvazione”.
La petizione per fermare il Trattato ha superato ormai le 55 mila firme e tutti i firmatari hanno spedito una lettera aperta agli europarlementari proprio con la richiesta di salvare le richisete dei movimenti. E ribadiranno la richiesta, con lettera allegata, anche sui social.
Tra i parlamentari chi sta attuando una politica di informazione di opposizione al trattato è sicuramente Eleonora Forenza, europarlamentare de L’Altra Europa con Tsipras:
“Abbiamo redatto gli emendamenti consultandoci con le reti degli attivisti ed esperti, tra cui il network Stop-Ttip Italia, che da tempo fa informazione su quello che non è un semplice accordo di commercio bilaterale tra Ue e Usa, bensì un’ulteriore e radicale trasformazione in chiave neoliberista della costituzione materiale e formale dell’Ue.
L’alternativa è tra Ttip e democrazia. Il Ttip è un tassello fondamentale nel processo globale di deregolamentazione che mira a sancire il primato dei diritti degli investitori sui diritti delle cittadine e dei cittadini e su quello che rimane della sovranità popolare. Non a caso uno degli esiti dello scorso G7 è stata la sollecitazione ad una rapida approvazione del Ttip”, ha detto Eleonora Forenza.

