Armando Pirolli, apprezzato scrittore aversano, nella Giornata mondiale del libro e del Diritto d’autore, si aggiudica la vittoria al Premio Letterario “ Marco Vannini”.
portarlo sul gradino più alto è stato il suo romanzo “ Il Bacio degli Opposti” (Lupieditore) scritto in cui l’elemento portante è il senso del rispetto verso tutte le forme di diversità.
Nel testo si ribadisce il fatto che l’amore è sempre un sentimento nobile da rispettare a prescindere dalle declinazioni in cui si presenta.
L’obiettivo è lanciare un messaggio che invita alla tolleranza, alla condivisione all’accettazione di tutto quello che è diverso da noi, ma che è parte integrante della vita.La toccante cerimonia di premiazione si è svolta presso il teatro “Marco Vannini” di Ladispoli. Ha aperto la manifestazione culturale, con un commovente interpretazione di un brano dedicato a Marco Vannini, l’attore Leonardo Imperi.
La kermesse culturale ha poi riempito ogni spazio possibile del teatro per la grande presenza di pubblico; presenti Marina e Valerio Vannini, felici di consegnare i riconoscimenti e di far memoria del loro amato figlio. Oltre 200 sono stati gli autori accreditati da ogni parte d’Italia, 12 quelli selezionati dalla Giuria per la finale, ma il romanzo di Armando Pirolli è stato decretato vincitore della Prima Edizione 2022 e quindi ha ricevuto la targa di I classificato, che è stata consegnata dai coniugi Vannini e in presenza del Sindaco di Ladispoli, Dott. Alessandro Grando, dell’Assessore alla Cultura Dott. Marco Milani e di Orazio Santagati, Presidente dell’Onlus memoria nel cuore, Ideatrice e organizzatrice del Premio Marco Vannini.
“Si dice che la vita rassomigli a un lungo sogno, ma per tanti, il contenuto è sempre quello di un incubo.
Perché siamo stati chiamati a esistere? E che valore ha la vita? Siamo tutti parte di un disegno che si chiama destino? Siamo vittime inermi della fatalità o conniventi attori di una realtà sempre più ambigua?
La giustizia, per esempio… La giustizia dovrebbe essere quell’orizzonte di senso che ci porta a capire come siano andate veramente le cose. Ma per i cinici e i delusi la giustizia è soltanto un’illusione, una reazione, un accenno di conforto… Non è così: perché ciò che è giusto è ciò che vero, o che dovrebbe esserlo, e la verità non può mai essere ridotta al calcolo o all’egoismo.
Giustizia è riequilibrare ciò che è stato turbato. Riportare tutte le cose al loro senso originario, anche se sembra inutile, dopo che l’empietà e la follia hanno contaminato tutto ciò che era degno.
La promessa è un vincolo che salda passato e futuro. Ed è giustizia un giuramento fatto a un figlio che è stato mantenuto. Questo sì.
Le mamme sanno come mantenere le promesse, sanno cos’è l’amore, perché sono loro che creano la vita, sono loro che creano l’amore.
Marco, Valerio, Marina. Una famiglia. Una famiglia felice. Non una famiglia come tante, perché al mondo le famiglie felici sono ormai un fatto raro, prezioso, da difendere. E felice sarebbe dovuta rimanere, quella famiglia… Così non è stato. Per via di un’ingiustizia, ossia di un deliberato atto di distruzione di un equilibrio.
Eppure Marco continua a sorridere nelle foto, e quel suo sorriso sembra già consapevole di tutto: capisce, sopporta, perdona. Un sorriso leale che avrebbe dovuto continuare a esprimersi e a trovare ragioni per esplicarsi. Invece è accaduto l’impensabile, l’incredibile, l’assurdo…
Hanno offeso e martoriato un ragazzo per bene. Lo hanno ucciso e rinnegato. Per quale ragione? Non può essere per odio. Perché non si odia un ragazzo così: un bravissimo figlio, un giovane amorevole, disponibile, preparato e attento e premuroso con tutti…
Lo hanno offeso senza un motivo, senza un senso. Perché senza senso è l’ingiustizia.
Pare che Marco volesse diventare un pilota di elicotteri. Questo era il sogno della sua vita, Ed è volato via… sopra un elicottero. Voglio immaginare che sarebbe diventato un pilota eccezionale. Un eroe. E che sarebbe stato felice come lo è stato fino all’ultimo giorno, grazie ai suoi genitori speciali.
Immaginare è un pensiero modificato dalla bellezza del desiderio? Forse sì o forse no… ma quasi tutti ci siamo calati nelle vesti di qualcuno altro nella vita. Voler bene significa cercare di ciò che l’altro prova, approfondire i pensieri altrui, anche se possono essere così diversi dai nostri. Molti papà e molte mamme hanno immaginato di essere i genitori di Marco. Anch’io l’ho fatto. Tuttavia non riesco a immaginare di poter esprimere una forza così grande e una dignità così nobile come ho visto fare a Marina e Valerio. La loro forza quasi mi spaventa. E allo stesso tempo mi conforta: è la forza che riequilibra il mondo. Il bene che si oppone a tanto male. Siete un miracolo reale che è stato un onore per me, e credo di parlare a nome di tutta Italia, conoscervi e sostenervi in questi anni con tutto la passione del cuore. Ho spesso pensato di amare vostro figlio come se lo avessi visto crescere, come se lo avessi seguito, come un papà che sono di sei ragazzi a cui si è aggiunto il mio settimo nel cuore. Vostro figlio, nostro figlio Marco”.
