Piani Integrati a Ladispoli, i Tre Amici al Bar: "Serve un parere legale vincolante" • Terzo Binario News

Piani Integrati a Ladispoli, i Tre Amici al Bar: “Serve un parere legale vincolante”

Mag 12, 2026 | Ladispoli, Politica

Il clima politico a Ladispoli si scalda attorno a una questione spinosa: la gestione dei Piani Integrati e delle relative concessioni edilizie.

Il gruppo di cittadinanza attiva denominato “I Tre Amici al Bar” ha infatti deciso di uscire allo scoperto, rendendo nota una serie di segnalazioni inviate via PEC (prot. N. 28083/2026) a tutti i membri del Consiglio Comunale, alla Regione Lazio, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

La scintilla: le parole del Sindaco

Al centro della contesa ci sono le dichiarazioni rese dal sindaco Alessandro Grando durante l’assise cittadina dello scorso 16 aprile. In quella sede, il primo cittadino avrebbe ammesso che numerosi terreni destinati a uso pubblico non sarebbero mai stati effettivamente acquisiti al patrimonio comunale dalle precedenti amministrazioni. Una lacuna che, secondo “I Tre Amici al Bar”, configurerebbe un potenziale danno erariale. L’ipotesi sollevata è che il Comune abbia rilasciato concessioni edilizie e autorizzato urbanizzazioni senza però incamerare i terreni privati che i costruttori avrebbero dovuto cedere come contropartita.

L’appello alla trasparenza e alla responsabilità

Nonostante la gravità della segnalazione, il gruppo lamenta il silenzio dell’aula durante l’ultimo Consiglio Comunale: «Appare verosimile che i presenti non abbiano chiesto informazioni sui potenziali illeciti, nonostante la documentazione fosse stata inviata a tutti i Consiglieri e pubblicata dai media», dichiarano i rappresentanti del gruppo. Il richiamo alle istituzioni è netto: citando gli articoli 40 e 357 del Codice Penale, il gruppo ricorda che i Consiglieri, in quanto Pubblici Ufficiali, hanno l’obbligo giuridico di riferire eventuali notizie di reato all’autorità giudiziaria.

La proposta: un parere legale vincolante

Per superare quello che definiscono un “imbarazzo istituzionale”, i cittadini propongono una soluzione tecnica: «Chiediamo che il Segretario Generale e l’Ufficio Legale del Comune di Ladispoli esprimano un parere giuridico vincolante sulle ipotesi di illecito formulate nella nostra PEC. È l’unico modo per procedere con serenità e cognizione di causa».

Testo rielaborato con la IA