Ladispoli, querela per frasi contro convegno gender: il pm chiede l'archiviazione • Terzo Binario News

Ladispoli, querela per frasi contro convegno gender: il pm chiede l’archiviazione

Apr 14, 2017 | Cronaca, Ladispoli, Senza categoria

Potrebbe finire, prevedibilmente, in una bolla di sapone la querela per diffamazione presentata dal dott. Raffaele Cavaliere, promotore del convegno sull'”ideologia gender”, contro chi aveva osato criticare l’evento su facebook.

Il dott. Lorenzo Del Giudice, pm titolare del procedimento aperto dopo la querela, ne ha infatti richiesto l’archiviazione nei confronti di Alessandro Putero e delle altre persone coinvolte.

La grottesca parentesi giudiziaria, di una vicenda che rimane fortemente ancorata nel campo dell’etica, si è aperta dopo che, il 12 febbraio 2016, Alessandro Putero, cittadino di Ladispoli attivo nell’ambito dell’associazionismo e del confronto politico, aveva pubblicato sul suo profilo facebook un post di dura critica alla concessione dell’aula consiliare per un’iniziativa denominata “Le leggi di Dio- ovvero la morale e la questione ideologia gender”:

“Ladispoli, atto secondo – scriveva Putero – prima il Consiglio Comunale sancisce un chiaro atto d’intolleranza, ora l’Amministrazione muove verso una presunta spiritualità che parla di “leggi di Dio contrapposte all’ideologia gender.” Se da un certo punto di vista fa sorridere per un pressapochismo banale e confuso, altro è comprendere come un’Amministrazione promuova, un referendum in una Chiesa, ed una iniziativa, che rasenta il blasfemo nel luogo pubblico più significativo per laicità, giustizia, diritti, uguaglianza e tolleranza. In altre parole un fatto di civiltà, non può arrogarsi il diritto di passare inosservato. Non credo che schierarsi contro i sentimenti sia un fatto divino. Forse di-vino!”

Al post seguirono quasi cento commenti, sia di ladispolani sia di persone residenti altrove. In quel periodo il dibattito sul tema era caldissimo in tutta Italia. A Ladispoli, poi, era particolarmente sentito vista la recente approvazione in consiglio comunale (il 2 dicembre 2015) di una mozione presentata dal consigliere di opposizione Alessandro Grando e dal consigliere di maggioranza Gabriele Fargnoli a tutela della famiglia naturale e intitolata “No alla teoria Gender”. In quell’occasione il gruppo del Pd, di cui erano presenti il consigliere Nardino D’Alessio e il consigliere Federico Ascani, si rifiutò di votare l’atto e uscì dall’aula in segno di protesta. Ma l’atto passò ugualmente, con 8 voti favorevoli e due contrari, poiché per ragioni di correttezza istituzionale il sindaco Paliotta e il presidente del consiglio Loddo dovettero reggere il numero legale. Decisive le assenze di alcuni consiglieri di maggioranza e la posizione favorevole di Pierlucio Latini e Gabriele Fargnoli.

Di lì a 3 mesi fu concessa l’aula consiliare per il suddetto convegno promosso dal dott. Raffaele Cavaliere, suscitando infinite polemiche sull’inopportunità di far svolgere un evento così controverso dal punto di vista etico nel luogo simbolo della democrazia cittadina. Ne seguì un dibattito ospitato soprattutto dai social network, fino alla querela di Cavaliere nei confronti di una serie di persone intervenute con commenti al post di Putero. Ora giunge la richiesta di archiviazione da parte del pm Lorenzo Del Giudice.

I commenti citati nella querela, secondo il pm, non risultano diffamatori non avendo caratteristiche gratuitamente offensive e risulterebbero tutti espressi nei limiti del legittimo esercizio del diritto di critica nell’ambito di un tema di rilievo pubblico evidente. Per questo motivo la decisione di richiedere l’archiviazione del procedimento.

Devo dire che non ho mai avuto dubbi sull’esito di questa indagine da parte della Magistratura – dichiara ora Alessandro Putero – tant’è che non ho mai sentito l’esigenza di essere difeso da un legale. Penso che in certi momenti diventi necessario giocare all’attacco; quando si sta dalla parte giusta, senza timore, cosi come ho fatto scrivendo il post in quel social network che ha poi scaturito tutto questo.”

“A dirla tutta – continua Putero – sono convinto che certe persone abbiano semplicemente bisogno di essere aiutate, purtroppo però, vivendo tempi in cui cresce in maniera esponenziale un sentimento d’intolleranza, credo debba essere vietato sottovalutare. Dunque, credo vada evidenziato, proprio per questo, l’allarmante questione di quanto un pezzo importante di Politica ed Amministratori della nostra città – soprattutto appartenente ad una certa sinistra – abbia sottovalutato la questione limitandosi al massimo ad esprimere concetti timidi, poco chiari, concedendo un Patrocinio, ed un’aula Consiliare. Ciò dovrebbe destare preoccupazione.”

La vicenda potrebbe non essere definitivamente chiusa sotto il profilo legale.

“Nelle prossime ore – ha fatto sapere Putero – deciderò se procedere legalmente nei confronti del Dott. Cavaliere e se potrò, anche di quanti hanno permesso che si consumasse in totale normalità un tale calpestamento dei diritti civili nella nostra Ladispoli.”