Riceviamo e pubblichiamo – Nel Consiglio Comunale del 4 febbraio la maggioranza ha presentato un atto in cui ha chiesto al Sindaco Montino di portare il Comune di Fiumicino fuori dall’area di competenza dell’autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, con conseguente declassamento a Porto Regionale (per la legge 84/94 tutti i porti inseriti in AP sono di classe 1 cioè interesse nazionale ed internazionale).
Le motivazioni addotte vanno dall’accusa di inerzia dell Autorità Portuale per quanto riguarda i numerosi progetti che interessano Fiumicino, all’accusa ancor più grave di irregolarità amministrative e violazioni di legge.
Il Presidente dell’autorità Portuale Pasqualino Monti, ha risposto alle accuse a mezzo stampa, dichiarando che porrebbe trattarsi di una manovra appositamente studiata per screditare la sua figura in vista delle prossime elezioni alla presidenza dell’autorità Portuale e che è stata ultimata la progettazione del primo stralcio del nuovo porto commerciale, riguardante nello specifico la darsena pescherecci.
Si tratta di opere per 165 milioni di euro, per le quali è stato richiesto ed ottenuto un finanziamento dalla Banca Europea Investimenti, grazie al lavoro sinergico dell’autorità Portuale e dei tecnici e funzionari dell’Amministrazione Comunale di Fiumicino.
Il finanziamento non sarebbe ancora arrivato a causa di un’infrazione dell’Italia della direttiva europea Habitat del tutto indipendente dall’Autorità Portuale e per perfezionare il finanziamento ed iniziare i lavori, di progetti specifici quali la nuova Darsena dei Pescherecci, il rifacimento del ponte pedonale ed il ripristino del collegamento traghetti con la Sardegna, è necessario attendere che il Ministero dell’Ambiente risolva il problema a livello europeo.
E sicuramente più proficuo continuare a lavorare nell’ambito del progetto già in fase avanzata messo a punto con Autorità Portuale, piuttosto che agire da soli in un ambito contrattuale e progettistico da ripensare completamente.
Inoltre è importante notare che l’eventuale uscita del porto di Fiumicino dall’AP di Civitavecchia non comporterebbe la gestione dei fondi da parte dell’Amministrazione Comunale, in quanto la recente adesione di Fiumicino alla Stazione Unica Appaltante (di cui vi ho già informato a suo tempo) comporterebbe l’assegnazione dei fondi tramite gare d’appalto gestite da questo nuovo organismo di livello provinciale.
Pertanto la richiesta di uscire dall’AP non sembra essere la scelta migliore per ottenere finalmente la realizzazione dei progetti previsti per Fiumicino.
Stando alla legge 84/94 il declassamento a Porto Regionale difatti comporterebbe la revisione dei progetti, delle autorizzazioni e delle richieste di finanziamento, con prevedibili ulteriori allungamenti dei tempi di allocazione dei fondi e messa a cantiere dei lavori, che comunque non sarebbero gestiti dal Comune ma dalla Stazione Unica Appaltante.
La sola nota positiva di tale scelta consisterebbe nella RINUNCIA da parte dell’Amministrazione Comunale a quella parte di progetto che prevede oltre alla darsena pescherecci, la costruzione di un immenso porto per navi merci e RORO, che per estensione occuperebbe un’area più vasta dell’intero retrostante quartiere storico di Torre Clementina, che finirebbe con l’essere completamente distrutto dal porto, dalle sue infrastrutture e dal traffico di mezzi pesanti che ne conseguirebbe.
Sembra strano che dopo aver tanto lavorato per ottenere il nuovo porto commerciale a Fiumicino, questa stessa Amministrazione decida di fare un passo indietro così eclatante, ben sapendo oltretutto che un semplice Ordine del Giorno del Consiglio Comunale non porterà ad alcuna conseguenza diretta nell’immediato.
Se il Sindaco Montino avesse voluto veramente fare un’azione concreta, anziché il solito teatrino mediatico, sarebbe bastato chiedere di convocare il Comitato Promotore dell’autorità Portuale, organo preposto alla soluzione dei vari problemi di gestione, che invece non è mai stato convocato.
L’adesione del Porto di Fiumicino all’autorità Portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, venne stabilita infatti con Decreto del Ministero dei Trasporti dell11 giugno 2002, e ci vorrebbero comunque almeno una decina di anni per dare seguito all’effettiva uscita di Fiumicino da questa Istituzione.
Pertanto questo sembra essere piuttosto un atto senza veri contenuti giuridici, ma utile solamente alla pubblicazione dell’ennesimo articolo inteso a dimostrare ai cittadini l’impegno di Montino e della sua maggioranza e, stando alle dichiarazioni del Presidente dell’autorità Portuale, a mettere una ipoteca sulla scelta del prossimo candidato a quella carica.
La sottoscritta ha fatto presente in aula le motivazioni sopra illustrate e ritenendo del tutto inammissibile tale atto per sua stessa natura non ha espresso alcuna votazione in merito: la votazione unanime pertanto è stata quella dei soli consiglieri di maggioranza, che come sempre hanno votato tutti perfettamente allineati.
Fabiola Velli
Portavoce Consigliere Comunale
