La questione rifiuti sta degenerando nel Lazio, soprattutto nella metà della regione a nord di Roma. Nel giro di una manciata di giorni sono andate “fuori uso” le discariche di Cupinoro a Bracciano e quella di Civitavecchia. Le ragioni apparentemente sono diverse, ma riconducibili allo stesso problema. Non esiste alcuna pianificazione nella gestione di rifiuti e si naviga a vista tra un’emergenza e l’altra.
LA CHIUSURA DI CUPINORO – La discarica di Cupinoro è stata chiusa per saturazione della volumetria. La decisione di ampliamento è ferma in Regione ed ha oppositori di tutto rispetto. Oltre a due comuni, a svolgere il peso più grande è il MIBACT.
LA CHIUSURA DI CIVITAVECCHIA – Da un giorno all’altro è andata in blocco anche la discarica di Civitavecchia nella quale conferivano anche comuni limitrofi come Allumiere e Tolfa. In questo caso non si tratta di una saturazione ma di uno stop al conferimento di rifiuto “tal quale”. Da quanto sta emergendo è stata la Regione Lazio ad intimare ad HCS lo stop dei rifiuti, la decisione quindi viene dall’alto piuttosto che dai gestori dell’impianto.
LE SOLUZIONI TEMPORANEE – In una settimana i comuni del nord della provincia di Roma si sono trovati a ricercare una soluzione alternativa per non lasciare i rifiuti per strada. Alcuni stanno conferendo ad Aprilia, tra questi Ladispoli e Cerveteri. Altri invece conferiranno a Viterbo, tra cui Bracciano, Santa Marinella e da oggi anche Tolfa ed Allumiere.
Nel giro di pochi giorni Viterbo si è vista arrivare la stragrande maggioranza dei rifiuti prodotti a nord della città di Roma. I cittadini della Tuscia non stanno prendendo molto bene la notizia e Provincia di Viterbo e Comune sono in fibrillazione. Tra l’altro la discarica di Viterbo riceveva già i rifiuti della provincia di Rieti.
CIVITAVECCHIA E L’EMERGENZA ALLE PORTE – Ora a Civitavecchia si teme un’emergenza rifiuti. Questa mattina l’ex sindaco e candidato di nuovo alle elezioni Pietro Tidei ha scritto al commissario Ferdinando Santoriello indicando possibili soluzioni in continuità con quanto fatto dalla sua amministrazione. Nella lettera di legge che: “All’indomani della pubblicazione del decreto (che fermava il conferimento di rifiuti tal quale ndr.) il sottoscritto insieme all’Assessore competente convocammo il titolare della MAD (gestrice della discarica) per adempiere tempestivamente al decreto di cui trattasi. Il titolare si impegnò a predisporre in tempi brevi un progetto di pre-trasttamento dei rifiuti per metterci in regola con la recente normativa. Il progetto da quanto mi risulta è stato redatto e presentato alla Regione per la definitiva approvazione. Occorrerebbe a questo punto un Suo autorevole intervento (nel caso in cui non lo avesse ancora fatto) sull’Assessorato competente Regionale (Ass. Civita) affinché il progetto riceva la sua definitiva approvazione.” Secondo Tidei dall’approvazione del progetto sarebbero necessari ulteriori 5-6 mesi per la realizzazione dell’impianto di trattamento.
Nella stessa lettera Tidei suggerisce al commissario la soluzione temporanea: “Nel frattempo al fine di uscire dall’emergenza nella quale già siamo, mi permetterei di segnalarLe la possibilità di conferire in una qualsiasi discarica già autorizzata rifiuto tal quale ricevendo in cambio rifiuto trattato da conferire nella discarica di Civitavecchia.”
Si sta prospettando complessivamente un’emergenza rifiuti di cui la Regione sembra recitare un ruolo da protagonista, quantomeno dopo l’intervento su Civitavecchia. Che sia il presagio per prendere rapidamente decisioni in emergenza?
