“Dopo la nota stampa del Civitavecchia Rugby Centumcellae mi sento di commentare per quanto è stato scritto.
Ricordo perfettamente il giorno in cui Andrea D’Angelo si è presentato, eravamo tutti intorno a dei tavoli sotto la tettoia della club house, dirigenti e qualche altro amico del rugby.
Quando ha preso la parola, tanti bei discorsi: si parlava di attaccamento alla maglia, di mini rugby, di giovanili e di portare avanti la Prima squadra.
Tutte belle parole ma gli eventi sono andati in un’altra direzione, su consiglio di Domenico Nastasi il quale a l’epoca era presidente. Man mano che passavano i mesi sono stati eliminati uno alla volta la vecchia dirigenza del CRC , sostituendoli con persone a loro vicine.
Al carissimo presidente Andrea, voglio solo ricordare che quando è entrato, la vecchia dirigenza del CRC dopo tanti anni di impegno e duro lavoro era riuscita a mettere tutte le categorie: under 6 – 8 – 10 -12 – 14 -16 – 18 e una prima squadra in Serie B con i nostri giocatori e solo piccoli innesti da Roma.
In questi anni i vari tentativi per salire di categoria hanno portato alla finale contro il rugby Prato. Partita persa al Moretti con una squadra in cui era presente un solo giocatore civitavecchiese, con tutti giocatori di Roma e dintorni, stranieri argentini e uruguaiani oltre a un allenatore esterno ex Fiamme Oro.
Si può comprare tutto quel che si vuole ma la combattività il coraggio e il giocare per la propria maglia ce l’ha messa il Rugby Prato. Vorrei ricordare che oggi il Civitavecchia rugby ha pochissimi bambini nel settore del minirugby; della under 18 con 4 giocatori che militano in squadre romane, 6 giocatori under 16 che militano sempre a Roma e state cercando di mettere su una squadra di serie C. A tutto questo concludo caro presidente avrebbe fatto più bella figura lasciando il rugby con l dirigenza dopo questo brutto episodio , dove sono stati distrutti 70 anni di questo sport . Auguro a tutti i ragazzi che proveranno a poter portare la maglia del Civitavecchia rugby in serie C di continuare a divertirsi come ai vecchi tempi”.
FELICE RAPONI
