Riceviamo e pubblichiamo – “A quanto pare il Sindaco non ha perso tempo, ed è corso ad addossare le solite – improbabili – accuse a chi, prima di lui, si trovava ad amministrare la città. Un po’ come dentro una sorta di “ossessione” per gli avversari politici o – peggio – come se questi possano essere la risposta universale alle responsabilità che il primo cittadino fatica ad assumersi. Eppure, dopo il consiglio del 30 gennaio, sarebbe bastato, con parole chiare, assumersi la responsabilità di una scelta che, come e ancor più di ieri, grava sulle spalle dei cittadini di Ladispoli. Lei, Sindaco, cosa ha nascosto insieme alla polvere sotto al tappeto? L’addizionale comunale al massimo con una soglia di esenzione da fame; il balzello Tasi che non riesce a ridurre; l’IMU rimasta al massimo, senza neanche accennare ad un piccolo sforzo per ridurla, portando così il verbo del “grande cambiamento” tra le fila dei suoi cittadini. Magari provandoci, avrebbe potuto conquistare perfino i più scettici tra loro, chissà.
Cosa ha nascosto sotto il tappeto, insieme alla polvere e agli aumenti, Sindaco?
Probabilmente il “coraggio” necessario a farle denunciare, presso le sedi competenti, gli eventuali illeciti riguardo i “numeri fantasiosi” utilizzati per la costruzione del piano Tari 2017. E, ancora più sotto, con un bel colpo di scopa, ha nascosto anche la gravità di questo continuo scarica barile che riversa sui dipendenti comunali, dispensando accuse anche piuttosto gravi come, appunto, quella di aver falsificato dei conti pubblici.
Cosa ha nascosto sotto il tappeto, sindaco, oltre la polvere, gli aumenti, il coraggio e le accuse?
Per esempio, di dire ai suoi concittadini balneari, che pagheranno la Tari su tutta la concessione e non solo sulla parte che produce rifiuto e, fatto gravissimo, che le agevolazioni sullo spreco alimentari sono sparite con l’annullamento dei relativi atti o che, per dirne un’altra, non si avranno agevolazioni per tutte quelle attività che fanno agriturismo. Però, secondo lei, queste erano le “marchette elettorali” di chi c’era prima e non manovre di buon senso per andare in contro ai molti cittadini in difficoltà! Già dopo poche battute il tappeto non riesce a trattenere la montagna di cose che lei ha nascosto sotto; perciò non parleremo adesso di altri aspetti dell’aumento della Tari che, a breve, le chiederemo di spiegare alla città. Una cosa però vogliamo dirgliela: in circa otto mesi è riuscito ad ottenere prima e a perdere poi un diffuso consenso da parte dei cittadini, senza saperne realmente intercettare i bisogni.
Allora, accetti il consiglio: con l’aumento dello stipendio che si è auto-deliberato, si compri un bell’aspiratore così, in attesa di capire come iniziare – finalmente – a risolvere i problemi dei cittadini e a realizzare quanto elettoralmente promesso, almeno la “polvere” saprà come mandarla via”.
Movimento Civico Ladispoli Città
Eugenio Trani Maria – Concetta Palermo
