Il lato "out" della sagra ladispolana • Terzo Binario News

Il lato “out” della sagra ladispolana

Apr 8, 2013 | Ladispoli

63°-Sagra-del-Carciofo-Romanesco-380x270Di solito quando un avvenimento fa tendenza culturale, piace, innalza lo spirito di chi vi partecipa, si dice che è “ in “, neologismo anglosassone, accompagnato dal più romano pollice verso l’alto. All’opposto si dice “ out “ quando il pollice è in basso. Non c’è dubbio che le postazioni dei banchetti, tanti come sempre, riempiano le casse, sempre perennemente asfittiche del comune, e che questo possa apparire positivo. Anche l’afflusso turistico, con i negozi che lavorano un po’ di più per tre giorni è positivo.

In quanto a cultura e, all’elevazione culturale che innalza gli spiriti, beh, a parte il gustoso carciofo, che ancora resiste al consumo di suolo agricolo del comprensorio, alla sagra ladispolana, assistiamo soprattutto ad una bolgia vandalica. La massa critica delle presenze, stimola gli invasori a fare un po’ come più gli pare, con gente sbragata su ogni spazio verde a fare improvvisati pic-nik, lasciando ovviamente i rifiuti sul posto; rifiuti di ogni tipo sparsi praticamente ovunque nel centro cittadino, accompagnano chi passeggia. Tombini e marciapiedi danneggiati dai pesanti mezzi dei bancarellari, parcheggiati alla meno peggio, praticamente ovunque.

Gente che compra senza pretendere lo scontrino, che ovviamente gli viene negato con gaudio, da chi vende. Un’esercito di disperati venditori abusivi che monta e smonta continuamente la postazione improvvisata, a seconda delle divise di chi passeggia. Molti stranieri sottopagati e sfruttati fino allo stremo, schiavi moderni del “ consumismo a basso costo” delle sagre, si muovono indaffarati svolgendo le funzioni più pesanti. Ecco, questo mi sembra il lato “ out “ della sagra, intendiamoci, è cultura anche questa, insegna a modo suo tutto quello che non si dovrebbe fare, alle giovani generazioni. Un workshop intensivo a cui siamo oramai abituati, su cui chiudiamo un occhio, tanto si fa solo una volta ogni anno. Però mi premeva ricordarlo, a favore dei cittadini di Ladispoli che, invece, ancora ci fanno caso.