Civitavecchia può diventare un laboratorio nazionale della transizione energetica e industriale, trasformando il phase out della centrale di Torrevaldaliga Nord in un’opportunità di sviluppo, investimenti, nuove filiere e occupazione.
È questo il messaggio emerso dall’evento “Civitavecchia, modello di transizione energetica nazionale. Logistica, Economia Circolare, Economia del Mare e Nuove Energie”, promosso da Unindustria con il contributo della Camera di Commercio di Roma presso la Sala convegni dell’Autorità Portuale.
L’iniziativa ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e investitori per fare il punto sul percorso di riconversione del territorio e sulle prospettive di reindustrializzazione dell’area. Ampio spazio è stato dedicato ai progetti industriali nei settori dell’idrogeno, dell’economia circolare, della logistica, dell’economia del mare e delle nuove energie.
Gli investitori hanno confermato l’interesse verso Civitavecchia, indicando però come priorità operative la definizione del futuro della centrale di Torrevaldaliga Nord, la rimozione dei vincoli ambientali sui 36 ettari di aree industriali adiacenti e la rapida trasformazione delle aree retroportuali in piattaforme logistiche e produttive.
Centrale il tema dei tempi: opportunità e progetti esistono, ma senza procedure rapide, governance stabile e disponibilità delle aree il rischio è perdere investimenti a vantaggio di altri territori. “La transizione energetica di Civitavecchia rappresenta una questione di interesse nazionale”, ha commentato il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo. “Parliamo di sicurezza energetica, decarbonizzazione, competitività industriale, occupazione e capacità del Paese di attrarre nuovi investimenti strategici. È proprio per questo che Civitavecchia può candidarsi a diventare un modello pilota, in cui sostenibilità ambientale e politica industriale avanzano insieme”. Dal confronto è emersa una visione condivisa fondata su quattro direttrici strategiche — economia del mare, economia circolare, logistica e nuove energie — con il porto al centro come asset per attrarre investimenti e sviluppare nuove attività industriali. L’iniziativa ha riunito istituzioni, imprese, mondo della ricerca e investitori per fare il punto sul percorso di riconversione del territorio e sulle prospettive di reindustrializzazione dell’area. Al confronto, moderato dal Delegato all’Energia di Piccola Industria Confindustria Cristiano Dionisi, sono intervenuti anche il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene, il presidente dell’Autorità Portuale Raffaele Latrofa, il Presidente di Unindustria Civitavecchia Fabio Pagliari, il prof. Matteo Caroli della Luiss Business School, l’onorevole Alessandro Battilocchio, il commissario di Governo Roberta Angelilli e il Delegato Energia di Confindustria Aurelio Regina. Le conclusioni sono state affidate al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.
