“Gaio Giulio Cesare, Napoleone Bonaparte, Mao Zedong, Mohāndās Karamchand Gāndhī, Nelson Mandela, Martin Luther King.
Uomini che hanno lasciato ricordi indelebili cui dobbiamo molto sia per quello che hanno fatto di positivo che di negativo. Differenti ambiti; differenti storie; dfferenti ere.
Cosa hanno in comune? Sono sui libri di storia! Da troppo tempo non hanno un degno “sostituto”.
Tanto, tanto tempo passato. Ma perché. Se oggi, in un’epoca di sondaggi, chiedessimo cosa pensiamo della politica la risposta più comune sarebbe: corrotta!!!!!
Ma è veramente questo il tratto distintivo dell’attuale politica con quella del passato? È veramente questo il motivo che in Italia ormai vota più o meno spontaneamente il 40% della popolazione quando nel 1948 il 92% scelse di esercitare questo Diritto che oggi sembra più un Dovere.
Questo confermerebbe apparentemente che il fattore corruzione sia dirimente; il 92% andò perché credeva che i nostri “padri costituenti” usciti dalla guerra fossero degli eroi. Il discorso filerebbe pure ma un altro dato di qualche decennio dopo sconfessa questa teoria: 1976 record alle urne con oltre il 93%; pochi anni dopo, nel 1981, Enrico Berlinguer, rilascia un’intervista ad Eugenio Scalfari dove tratta la “Questione Morale”, l’onestà della classe dirigente. Il ruolo invasivo, sotto forme sempre nuove, dei partiti come macchine di potere e clientela. L
a degenerazione di una democrazia che si chiude fino a “soffocare nella palude”. La palude è diventata uno tsunami senza soluzione di continuità arrivando agli anni 90 dove la stagione di Mani Pulite ha avuto la sua Fine.
Quindi i Fatti, non le opinioni, testimoniano che la disaffezione alla Politica NON ha come motivo principale e scatenante la corruzione. Del resto che l’uomo pecchi davanti alle tentazioni lo si sa dai tempi di Adamo ed Eva. Mi verrebbe da dire, anzi lo dico con tutta la polemica che conosco, che in Italia “per così poco non si può condannare nessuno figurarsi la classe dirigente di Potere”.
Allora cosa è che allontana i cittadini dalla Politica? Anche uno come me che sin da quando aveva 14 anni si appassionava tra Almirante e Berlinguer cercando di capire da che parte stare.
Posso rispondere per me, ma forse vale per tutti: la MANCANZA DI CORAGGIO della politica (con la p minuscola).
La Politica come la Società italiana non Sogna più; pensa che se ogni giorno è uguale all’altro; bisogna ringraziare Nostro Signore perché poteva andare peggio. Sembriamo zombie che si trascinano cercando di sopravvivere invece di Vivere.
Va da sé che giorno dopo giorno ci siamo abituati ad accettare passivamente tutto. Non c’è sopruso che non riusciamo a digerire sull’altare della filosofia TANTO E’ COSI’.
Riusciamo solo ad avere rigurgiti di orgoglio per la squadra del Cuore, non che sia una cosa negativa, sono appassionato di calcio anche io (e tanto) ma non basta.
Da settimane imperversa la questione acqua che per qualche giorno sembrava aver svegliato dal torpore almeno gli abitanti di Ladispoli ma che già si avvia ad essere digerita.
Siamo partiti dicendo: “è uno scandalo; il referendum del 2011 era stato netto nel dire che l’acqua deve essere pubblica; eppure ora viene a fare ciò che vuole una società che genera principalmente profitti: ACEA” e siamo già a riunirci con i nostri rappresentanti politici locali (sia di governo che di opposizione) che allargano le braccia e dicono “le abbiamo provate tutte, che possiamo fare?”
Mi fanno quasi tenerezza a volte quando lo dicono, anche alcuni vecchi marpioni che stanno tra loro sembrano aver perso quello sguardo particolare, derivato dal Potere che hanno avuto da sempre; si anche loro non capiscono e rincorrono una via di fuga dall’ennesimo sopruso che arriverà.
Tutto incanalato verso una nuova normalità peggiorativa per PARTE della cittadinanza; già PARTE perché nell’INGIUSTIZIA una ulteriore INGIUSTIZIA. Non bastavano le discriminazioni tariffarie dettate dal fatto che un metro cubo di acqua è diverso se vivi in una casa con contatore singolo piuttosto che in una con contatore condominiale ma l’acqua ha un DIVERSO PROPRIETARIO se vivi a San Nicola piuttosto che in un’altra parte di Ladispoli perché San Nicola è rimasto al di fuori della gestione ACEA (mantenendo servizi e costi precedenti) pur facendo parte dello stesso comune.
Faccio una domanda secca alla Politica: in giudizio si è perso e le sentenze finali non si discutono ma si applicano; ma siamo sicuri che abbiamo tentato tutte le strade?
Probabilmente non possiamo tornare indietro attraverso la Magistratura ma probabilmente possiamo difenderci meglio. Ad esempio il TAR di Frosinone il 16 giugno ha accolto il ricorso di una Srl che difendeva il diritto sacrosanto di far rispettare i contratti stipulati con i precedenti Gestori cosa cui ACEA è allergica e che ha imposto a Ladispoli (vedi questione Condomini in particolare).
Oppure in modo meno ortodosso ma forse più efficace evitare di utilizzare ACEA negli altri settori in cui ha interessi commerciali (Energia Elettrica, Gas e Telefonia Mobile).
Forse vedere una diminuzione del fatturato concentrata sul nostro territorio consiglierebbe meglio i vertici di ACEA.
Negli anni 70, in estate soprattutto, l’acqua mancava sistematicamente.
Senza scomporsi più di tanto si andava alle fontanelle e, facendo la fila, si riempivano bottiglie e taniche.
Siamo disposti a farlo per difendere un privilegio ottenuto negli anni? Vale la pena tornare indietro di decenni per cambiare qualcosa che non ci piace? (se fosse possibile per tutto ci sarebbe probabilmente la fila di….volontari).
Forse, come dicono tanti, non c’è alternativa ma forse alzare la testa ogni tanto può migliorare la nostra vita, anche senza acqua”.
Antonio Mazzitelli
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