Indagate figure di vertice dell’azienda e alcuni responsabili della struttura. Il provvedimento del tribunale di Roma comprende la nomina di un amministratore giudiziario
Il sequestro totale dell’impianto di trattamento dei rifiuti Tmb (trattamento meccanico biologico) di Rocca Cencia da ieri sera (29 luglio 2020) è diventato totale, con gravi accuse per l’Ama e in particolare per alcune figure di vertice dell’azienda e per i responsabili della struttura. Lo scorso 13 luglio ad essere colpito dal provvedimento del Tribunale di Roma era stato il bacino di stabilizzazione aerobica. Oggi riguarda tutto l’impianto, con la nomina di un amministratore giudiziario.
La notifica del provvedimento è stata firmata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Paolo Andrea Taviano e vede indagati Pietro Zotti, responsabile della direzione industriale; Marco Casonato, responsabile degli impianti e della logistica; Emanuele Lategano, responsabile dell’impianto Tmb, Stefano Bina direttore di Ama, Massimo Bagatti ex amministratore unico e ora responsabile della Direzione operativa; Riccardo Stracqualussi, attuale capo impianto.
Per loro, a vario titolo le accuse vanno dalla violazione delle regole sul ciclo del trattamento, sino all’ipotesi di inquinamento doloso dell’aria. Nel documento del tribunale si legge: “Violando sistematicamente e continuativamente le condizioni generali di esercizio stabilite dall’Aia, effettuavano una produzione di rifiuti difforme rispetto alle condizioni generali di esercizio (…) con una produzione di rifiuti difforme rispetto alle quantità e nelle specifiche, omettendo di stabilizzare la frazione putrescibile dei rifiuti urbani tale da non potersi ritenere biostabilizzato”. Comportamento che sarebbe in atto dal 2016. In sostanza i rifiuti trattati nel Tmb di Rocca Cencia non raggiungono il grado di stabilizzazione che l’impianto dovrebbe garantire e restano quindi putrescenti e maleodoranti.
E precisa: la condotta è in atto dal 2016. Tradotto: nell’impianti di trattamento, entrano rifiuti che puzzano e il risultato della lavorazione sono ancora rifiuti che puzzano e biologicamente instabili, cioè che tendono a proseguire il processo naturale di degrado.
