Il 23 giugno 2026 il Consiglio Comunale ha adottato il nuovo Piano Integrato Punta di Palo.
Sono passati sedici anni dalla prima adozione del 2010. In mezzo ci sono state revoche, ricorsi al TAR e una mediazione annunciata nel 2020 ma mai conclusa. Oggi il sindaco Grando porta in Consiglio un piano che prevede una cubatura commerciale persino superiore a quella del progetto originario.
COSA È SUCCESSO
2017 – LA PROMESSA
In campagna elettorale Grando prometteva di fermare Punta di Palo, insieme agli altri piani integrati ritenuti dannosi per la città.
2018-2019 – LA REVOCA
Una volta eletto, revocò le concessioni. La proprietà impugnò il provvedimento davanti al TAR e ottenne ragione per un errore commesso dall’amministrazione.
2020 – LA MEDIAZIONE
L’amministrazione annunciò un accordo definito storico: niente struttura commerciale di media grandezza, soltanto negozi di vicinato. Un’intesa presentata come una vittoria per Ladispoli, ma che non è mai arrivata alla firma definitiva.
2026 – IL RITORNO AL PASSATO
Sei anni dopo, quel percorso si chiude con un risultato completamente diverso.
Il nuovo piano ripropone il commerciale di media grandezza e aumenta la cubatura rispetto al 2010. È questo il progetto che il Consiglio Comunale ha appena adottato.
I NODI IRRISOLTI
Le aree centrali spariscono
Nel piano del 2010 una delle principali compensazioni era rappresentata dalla cessione di aree nel centro cittadino.
Oggi quelle aree non fanno più parte dell’accordo. Anzi, alcune sono già state interessate da altri piani integrati con importanti cubature.
Acqua e fognature: è questa la vera partita?
Resta una domanda alla quale, finora, non è stata data una risposta convincente.
Le opere di urbanizzazione primaria realizzate a Punta di Palo – reti idriche e fognarie – sono indispensabili anche per i centri commerciali di via Aurelia, ai km 38 e 37,7.
È quindi legittimo chiedersi se l’approvazione del piano serva anche a risolvere una criticità rimasta aperta dopo l’autorizzazione dei due centri commerciali della società Piazza Grande.
Se l’unica rete disponibile è quella di Punta di Palo, il loro allaccio dipenderà inevitabilmente dal consenso del proprietario dell’area, legando di fatto il destino dei due interventi.
CONCLUSIONE
Dopo nove anni di amministrazione, il risultato è molto diverso dagli impegni assunti nel 2017.
Chi aveva promesso di fermare Punta di Palo e di difendere il piccolo commercio oggi porta all’approvazione un piano con più cubatura commerciale rispetto a quello contestato sedici anni fa.
Saranno i cittadini a valutare se tra le promesse di allora e le decisioni di oggi ci sia stata davvero coerenza.
Governo Civico
Consiglieri Comunali
il capogruppo Roberto Garau
Daniela Ciarlantini
