Se da una parte le terme private stanno seguendo il loro iter, per quello pubblico – che con il provato si interseca – ci vuole più tempo ma il cammino è tracciato.
Durante la presentazione del Parco Termale, il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene ha fatto un accenno ai 400mila euro stanziati da Pincio per i catoraggi, la ristrutturazione dei pozzi già esistenti (ora in condizioni disastrose) e la quantificazione della portata del bacino idrico.
Ma questo è solo uno dei passi da compiere per arrivare a completare l’opera. Infatti a piazzale Guglielmotti si lavora al parco naturale archeologico termale, che parte dalla Ficoncella, prosegue sull’attuale “scheletro” in cemento e finisce alle Terme Taurine con percorsi a piedi e in bici, per collegare tutta l’area.
Detto che il punto di contatto con i privati è relativo alla variante urbanistica, a che punto è il progetto del Pincio per le terme? A fare il punto della situazione è l’assessore a Sviluppo e Pianificazione del Territorio Enzo D’Antò: «Oltre a quanto accennato, c’è da aggiungere l’ampliamento degli Horti Traianei, che verranno estesi rispetto a quelli ideati dal professor Giovanni Insolera, con le piante scelte sulla base degli studi e piantumate su tutta la fascia. Ma tornando alle opere, il carotaggio mi risulta ormai essere prossimo all’affidamento quindi fra poco ci saranno le ruspe al lavoro». Poi c’è la questione delle acque termali, con un processo iniziato nel dicembre 2024 per la certificazione: «Il Ministero dell’Ambiente – riprende D’Antò prevede quattro campionamento stagionali. La prossima settimana verrà effettuato quello estivo poi a ottobre ci sarà l’ultimo. Ma sul fatto che siano presenti acque sulfuree di qualità non sussiste alcun dubbio».
Poi c’è da progettare tutto il complesso, che comprende come accennato, l’attuale stazione termale della Ficoncella, l’attuale “scheletro” che dovrà diventare la struttura ricettiva con albergo e vasche, e il parco archeologico delle Terme Taurine. «Il passo politico sarà l’approvazione del progetto di valorizzazione di tutta l’area, e in questo senso il progetto definitivo ed è in via di ultimazione. Lo stanno realizzando i nostri consulenti di Asp Finance, perché così facendo il Pincio riesce a risparmiare sui costi».
Non sarà il Comune di Civitavecchia a gestire la futura struttura alberghiera ricettiva e termale: «Dopo la realizzazione si passerà all’affidamento in concessione ma qui siamo andati molto in là con i tempi. Rimanendo all’attualità, il passo amministrativo che incombe è la variante urbanistica che permetterà di trasformare l’area delle terme dall’attuale uso agricolo in turistico termale. La pubblica utilità rappresenta sicuramente una via accelerata per un’approvazione più rapida in Regione ma intanto gli uffici del Pincio hanno ripreso la variante dopo 20 anni affinché venga completata. Sono in corso verifiche sulle proprietà, praticamente ricostruendo la storia urbanistica risalente appunto a 20 anni fa» la conclusione di Enzo D’Antò.
