“Un’amministrazione comunale che si rispetti dovrebbe avere la capacità di leggere in anticipo
le problematiche e le necessità di un territorio, programmare e intervenire prima che debbano
essere i cittadini a sollecitare pubblicamente o che siano i fatti di cronaca a portarle
tragicamente alla ribalta. Ma la lungimiranza non è tra le “specialità della casa”.
Emblematico della totale e allarmante imprevidenza è quel muro di contenimento crollato il 26
gennaio, che fa ancora brutta mostra di sé in via della Tuscia, proprio sotto l’abitazione del
primo cittadino. Ironia della sorte quel crollo è stato causato dalla mancata manutenzione
della sottostante condotta fognaria da parte della società Talete.
La scorsa settimana i cittadini – non primi ma neppure ultimi – hanno segnalato al sindaco
numerosi problemi presenti nelle vie Gabelletta e Valverde, tra cui mancanza di segnaletica,
dispositivi di rallentamento inefficaci, caduta di massi, carente manutenzione del verde e
protezione delle fognature, marciapiedi stretti o assenti, condizioni igieniche precarie, traffico
intenso e scarsi controlli. Particolare attenzione è stata posta sulla fermata dello scuolabus,
priva di segnalazione e spazi di sosta, con rischi per i bambini.
La pianificazione, quella seria, dovrebbe essere allineata con una visione sul futuro della
comunità… ammesso che qualcuno ce l’abbia davvero una visione, e non si accontenti di
servire solo la solita zuppa riciclata e clientelare, sempre pronta a spuntare fuori come le
erbacce tra le pietre delle chiese e delle torri della capitale della cultura mancata. D’altronde,
perché innovare quando si può servire la minestra riscaldata?
Una visione implicherebbe di aver chiaro dove destinare energie e risorse, non solo
economiche, e aver chiare anche le finalità che si vogliono con esse perseguire, dalla
partecipazione ai bandi alla gestione degli appalti, la cui attenta predisposizione per tempo e il
tempestivo monitoraggio eviterebbero di farsi scoppiare il “bucchero” in mano.
L’agenda politica, che dovrebbe essere il timone per lo sviluppo della città, viene invece redatta
seguendo la tendenza del momento: così si acchiappano like effimeri sui social e si “carezza”
quel segmento di voti che, si spera, si dimostri riconoscente quando sarà il momento di infilare
la scheda nell’urna. Del resto, cosa sono la competenza e la visione a lungo termine, se non
fastidiosi ostacoli sulla via della popolarità istantanea?
Per programmare, ovviamente, ci sarebbe il famoso programma sulla base del quale si era
costruita la coalizione. Ma c’è chi lo ha considerato un fastidio insopportabile, preferendo
scrivere regole e obiettivi giorno per giorno, a seconda dell’umore o del clima, così da non
doverli mai condividere sul serio e pronto a zittire e gettare via, come fastidiosi grilli parlanti
diventati scomodi, gli alleati considerati compagni di viaggio estemporanei, buoni solo finché
servono a portar acqua al proprio mulino.
D’altra parte, c’è chi pensa che, semmai lo stress dei cittadini dovesse diventare insostenibile,
si possa sempre ricorrere a qualche teoria poligavale (con tutto il rispetto, eh), magari
confezionata in modo autoreferenziale e con il cappellino sopra, mentre sarebbe, invece,
auspicabile che l’amministrazione istituisse un tavolo permanente di confronto con i cittadini
per raccogliere segnalazioni e programmare interventi efficaci”.
Sinistra Italiana – Circolo “Luigi Daga” di Tarquinia
Tarquinia, Sinistra Italiana: “L’amministrazione comunale manca di lungimiranza e quindi di programmazione”
