Vigilanza e trasparenza sulle procedure: questo è ciò che pretendono i cittadini e che è uscito fuori dall’incontro, che si è svolto ieri sera a Passoscuro. Lo scopo principale era fare chiarezza sulla reale situazione del disastro ambientale a Maccarese, dovuto alla sversamento di kerosene, avvenuto la settimana scorsa, e dare delle risposte ai cittadini sulle procedure che l’amministrazione ed Eni intendono prendere.
A rappresentanza della cittadinanza è stato chiamato a partecipare Riccardo di Giuseppe, in prima linea sul disastro dal 5 novembre scorso, insieme agli altri volontari del WWF e di Lipu che stanno cercando ogni giorno di salvare e salvaguardare la fauna in pericolo. “Io non sono solito essere allarmista – dichiara Di Guseppe – ma qui la situazione è davvero grave. Anche ieri sera ho cercato di far capire che bisogna che tutti prendano coscienza della situazione attuale; non esiste ancora una stima esatta dei danni, ovvero non è stata fatta una mappatura dei canali investiti dalla sostanza. Ma ciò che ci preme davvero è che venga istituito un organo super partes, che vigili sull’operato dell’Eni, perché è vero che i rappresentanti dell’Eni sono molto dipsonibili, ma ad ora non c’è una simmetria tra le parti“.
A sentirsi parte in causa sono soprattutto i cittadini che vivono vicino al Rio Palidoro e nei terreni vicino all’Arrone, perché non è ancora chiaro se il kerosene sia arrivato al mare. “Ci sono state dichiarazione in cui si è detto che il kerosene non abbia toccato il mare – aggiunge Di Giuseppe – in realtà, il kerosene è arrivato al mare, ma come ho anche detto ai cittadini, dalle analisi fatte sulle acque, i parametri risultano accettabili perché non si parli di acqua avvelenata. In ogni caso, noi vogliamo che si faccia tutto un piano di riqualifica ambientale e della fauna locale, vogliamo trasparenza e un organo che vigili sulle procedure, perché si tratta di un lavoro che durerà anni. Il kerosene, anche se viene ripulito dalle acque, magari si deposita lateralmente ai canali e ogni tanto rispunterà fuori. Serve un monitoraggio costante che duri decenni“.
Carla Petrianni, Presidente Comitato Riufiuti Zero Fiumicino , interviene così in merito alla questione: “Rispetto alla questione degli sversamenti di cherosene ENI a Fiumicino possiamo anticipare che stiamo verificando anche la possibilità di avviare adeguata azione legale volta ad individuare responsabilità dirette ed indirette.
Se da una parte sosteniamo l’azione legale avviata dal Sindaco, dall’altra non possiamo esimerci dal mettere in evidenza che nulla è stato fatto dalla nostra amministrazione per prevenire i danni e per controllare le situazioni a rischio presenti nel Comune. Tant’è che nel novembre 2012 il nostro Comitato notificò all’allora sindaco pro tempore di Fiumicino Canapini atto legale di diffida per chiedere di avviare il procedimento di verifica e di monitoraggio della qualità dell’aria, dell’acqua, del suolo e del sottosuolo nell’intero territorio comunale adottando ogni più opportuno ed urgente provvedimento, anche sanzionatorio in ordine ad eventuali responsabilità di terzi. Oggi a distanza di due anni siamo ancora a fare la medesima richiesta con una situazione ambientale ancor più compromessa, con le trivelle di AdR che hanno iniziato i sondaggi per la realizzazione della quarta pista, i biogas di Benetton a viale Maria di cui non siamo riusciti a conoscere i dati relativi alla qualità del materiale in entrata, in uscita e delle emisisoni in atmosfera, e le 100.000 t/a di rifiuti di Roma presso il centro di compostaggio/trasferenza dell’AMA a Maccarese.
Proseguiremo, ovviamente, con altre assemblee pubbliche l’ indispensabile campagna di informazione fra la cittadinanza. Molti si stanno rendendo conto solo oggi, a seguito del disastro ambientale provocato dal cherosene, di vivere in un territorio già fortemente compromesso la cui difesa, come ribadito anche da molti cittadini nel corso dell’assemblea svoltasi ieri sera a Passoscuro, non può più essere affidata con delega in bianco alle istituzioni.
Gli interventi di bonifica, di ripopolamento, di monitoraggio che l’ENI si è dichiarata disponibile a sostenere ( e ci mancherebbe pure che non lo fosse) devono essere supportati da atti formali, calendarizzati per l’emergenza di oggi e per quella dei prossimi anni. Il cherosene di oggi produrrà effetti negativi anche in futuro, se fra cinque, dieci anni si verificheranno aumenti di patologie, come successo in altri territori della penisola citando ad esempio la vicinissima Malagrotta, chi dovremo ringraziare?
E’ necessario che gli enti preposti alla tutela del territorio e della salute pubblica controllino costantemente le operazioni di bonifica e il lungo monitoraggio che dovrà seguire. ENI ha dichiarato di essere parte lesa, secondo noi la vera ed unica parte lesa sono i cittadini, gli animali e l’ambiente, che sostengono pesantissimi “costi” sempre regolarmente ignorati.”
Roberto Severini, del Comitato ViviAranova, presente all’incontro, ha commentato così la sua partecipazione, con un post sul suo profilo facebook: “Tornato adesso dalla riunione tra cittadini e amministrazione organizzata dalle Proloco Passoscuro e Torrimpietra. Ho sentito forse tante, troppe parole; il WWF dà versioni contrastanti rispetto all’amministrazione. Ribadisco per l’ennesima volta che citare in giudizio civilmente l’Eni è diverso di aver scritto alla Procura della Repubblica, e costituirsi parte civile. In un disastro ambientale senza precedenti disertano all’incontro Sindaco, Vice Sindaco, e nuovo assessore all’ambiente, da grande esperienza in materia… per non parlare del neo eletto Presidente alla Consulta Ambiente, che è di Isola Sacra e non conosceva neanche la strada per venire a Passoscuro!“.
Aggiungiamo noi, però, che erano presenti il consigliere comunale Chiodi e il presidente del consiglio comunale Michela Califano.


