Il Consiglio Comunale aperto del 4 Agosto scorso sulla Città metropolitana , ha evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, tutte le difficoltà nel far comprendere o per lo meno far digerire sia per i contenuti sia per le modalità attuative, il Decreto Del Rio sulle città metropolitane e sul riassetto delle provincie. L’atto, che sarà repentinamente attuato, lascia pochi spazi all’autodeterminazione da parte dei territori interessati.
La diversità di contenuti degli interventi e dei giudizi ascoltati in Consiglio, ha fatto ancora una volta comprendere come il legislatore spesso non riesca o non voglia “calarsi” nelle realtà sociali e territoriali, prima di promulgare norme che di fatto possono sia far accrescere le potenzialità di un territorio, sia insabbiarlo con normative miopi e superficiali frutto unicamente della spending review che riconduce il tutto ad un semplice “risparmio” e non attaglia i provvedimenti stessi alle diverse caratteristiche dei territori che ne debbono poi subire le conseguenze o beneficiarne.
Allo stesso momento, ha lasciato avvertire chiaramente che la politica, le amministrazioni e i partiti non possono ne’ debbono essere autoreferenziali rispetto alle scelte che riguardano e vincolano la vita politico amministrativa delle città e dei territori di competenza. Non debbono essere insomma, strumenti per l’attuazione di istanze costruite nei “palazzi” importanti, ma devono rendersi interpreti del più comune e diffuso sentire, utilizzando tutti gli strumenti utili all’ascolto, tanto è che Sinistra Ecologia e Libertà, Circolo di Civitavecchia sull’argomento sta conducendo , un diffuso e articolato confronto sia al suo interno, sia confrontandosi con le diverse realtà della società cittadina e del comprensorio. Al termine di questo percorso, sarà elaborato un documento contenente la sintesi e la presa di posizione ufficiale delle istanze politiche presenti.
E’ in questa ottica, che riteniamo giusta e democratica, che chiediamo a tutti i partiti di privarsi delle obsolete ed inutili sovrastrutture e con senso di responsabilità, costruire un progetto di interesse comune per il bene della comunità.
Sappiamo tutti, dalla lettura delle norme attuative di riferimento, che le stesse impongono tempistiche rigide, tanto che entro il 30 Settembre prossimo, la Conferenza metropolitana dei sindaci che la compongono , deve presentare la propria proposta di Statuto di Città metropolitana e sempre entro tale data, salvo proroghe di qualche giorno, si terranno le elezioni del Consiglio di Città Metropolitana che, essendo organismo di 2° livello, verranno attuate esclusivamente con il voto dei sindaci di tutta la provincia di Roma e dei consiglieri di tutti i comuni della stessa area, senza alcun coinvolgimento dell’elettorato attivo. Per questa motivazione, a causa del valore ponderale attribuito ai voti che saranno espressi, con ogni probabilità, la nostra Città non conseguirà risultati apprezzabili sotto il punto di vista di una rappresentatività effettiva e qualificata in tale organismo che tra l’altro, ha anche competenza sull’uso del territorio (cosa molto preoccupante), sulla programmazione degli strumenti di sviluppo e sull’urbanistica.
Appunto per questo, la Città ed il territorio tutto, non debbono ne’ possono adagiarsi ritenendo: “tanto è tutto stato fatto e deciso”.
La Città, nel rispolverare un orgoglio che a qualcuno farebbe comodo fosse finito nel dimenticatoio, deve pensare che proprio ora, deve e può riappropriarsi di tutto quello che le è stato tolto: Civitavecchia è il primo Porto crocieristico del mediterraneo oltre che appetibile scalo commerciale dal quale si snoda il sistema delle autostrade del mare che consentono il collegamento del centro Italia con i paesi che si affacciano sul mediterraneo, con tutto ciò che ne deriva in termini di utilità per i traffici commerciali. Su Civitavecchia inoltre, da 60 anni insistono servitù energetiche importanti che fanno della nostra città, con la centrale a carbone di Torre Valdaliga nord, oltre che il primo polo energetico europeo, una zona nella quale è evidente il degrado ambientale e l’incidenza tra la popolazione delle malattie tumorali e patologie a carico dell’apparato respiratorio.
Civitavecchia quindi, sia per questi ultimi motivi che perché strategica all’interno nell’economia nazionale e regionale, deve far “pesare” il suo ruolo, anche per riappropriarsi della dignità che le compete dal punto di vista ambientale, della salute, del lavoro e dello sviluppo. Per tutti questi motivi deve poter sostenere una funzione più che determinante nell’ambito della riorganizzazione degli assetti istituzionali, città metropolitana o meno. Riassetto che deve tenere conto, sia delle contiguità territoriali sia degli interessi che possano amalgamare territori funzionali tra loro, alle rispettive economie. Ne va del futuro nostro, dei giovani e delle generazioni a venire. Apriamo su questo, un immediato dibattito.