Secchioni nel locale caldaia, l'inquilino finisce in ospedale per la puzza - Terzo Binario News

Succede al Cisterna Faro a Civitavecchia, con segnalazioni a Carabinieri, Asl e amministratore condominiale

La tranquillità casalinga frustrata non dai vicini, nemmeno dai bambini che giocano ma… dall’olezzo sprigionato dai carrellati che contengono i rifiuti in quanto situati in un vano subito sotto la camera da letto.

mastelli differenziata carrellati civitavecchia 1

Via della Quercia, quartiere Cisterna Faro, zona residenziale di Civitavecchia. La storia inizia nel maggio 2019, quando al locale caldaia del condominio viene cambiata destinazione d’uso. Il generatore di calore non c’è più e allora ecco che nello spazio ricavato nel palazzo vengono piazzati i contenitori di Csp, dove vengono raccolti i rifiuti nel sistema porta a porta. Non un mastello familiare ma decine di contenitori, per soddisfare le esigenze di una sessantina di famiglie.

A creare il il problema non sono i carrellati di carta e plastica ma quello dei rifiuti organici e dei pannolini e pannoloni. Infatti per i condomini è possibile conferire i rifiuti in qualsiasi ora del giorno e della notte ma la raccolta avviene secondo un calendario e fasce orarie stabiliti. Quindi chiunque può lasciare qualunque sacchetto e andarsene.

Solo che il locale caldaia, con l’andare delle settimane e dei mesi, si è trasformato in una bolla maleodorante con l’olezzo sprigionato che è salito sale finendo nella camera da letto dell’inquilino del primo piano. Una situazione invivibile, specie d’estate, che lo ha costretto a rivolgersi a medico e autorità.

«Da allora non è stato più possibile godersi casa – racconta l’uomo – perché la puzza mi ha costretto alle visite mediche dal medico di base e all’ospedale San Paolo per uno stato di salute diventato precario, senza contare che la porta funziona male e quindi, se un condomino lascia il sacchetto alle 3 di notte la mia famiglia viene svegliata di soprassalto».

Difficile sottostare a una situazione simile, così viene sporta denuncia formale alla stazione Carabinieri di Civitavecchia oltre che alla Asl Roma 4, che viene – oltre che informata dei fatti – investita del problema con richiesta di rimozione dei secchioni dal vano caldaia. «L’odore è nauseante e non è l’unico problema. Infatti, i rifiuti che restano attirano animali fastidiosi come gli insetti ma anche pericolosi, ovvero i ratti. Quindi oltre che di puzza e rumori, dobbiamo preoccuparci della salubrità dell’ambiente a causa di comportamenti scorretti per un verso e sbagliati per un altro. Quindi non è un guaio limitato a una famiglia ma a tutti i portoni che si affacciano sullo stesso cortile del vano caldaia», la conclusione. Della questione è stato informato anche l’amministratore condominiale.

Pubblicato mercoledì, 20 Ottobre 2021 @ 08:01:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA