Riceviamo dal Capogruppo di Forza Italia e vice presidente della Commissione Salute della regione Lazio, Antonello Aurigemma, e pubblichiamo.
“Oltre al danno anche la beffa. Mentre continuano ad uscire – sulla stampa e sulle trasmissioni televisive, ma anche da parte di sindacati e categorie – le note sulle criticità in cui versano i Pronto Soccorso della nostra Regione, in particolare Roma e Provincia, ci saremmo aspettati delle scuse da parte di Zingaretti, o almeno una forte presa di responsabilità su questi problemi, che penalizzano cittadini e personale.
Invece assistiamo al solito comunicato anonimo da parte dell’amministrazione regionale, nel quale in sostanza ci viene detto che il numero di accessi ai Pronto soccorso sarebbe diminuito e ci vorrebbero far stare tranquilli su una situazione, che ormai ci avvicina davvero ai paesi del terzo mondo. Zingaretti lo vada a spiegare ai pazienti del sant’ Andrea, che stazionano da più di 4 giorni in attesa di una visita, piuttosto che a quelli del San Camillo o del sant’Eugenio.
Il Presidente si vada a rendere conto di come ha ridotto con le sue scelte scriteriate la sanità della nostra Regione. Abbiamo richiesto un’audizione urgente e solo oggi viene convocata una riunione ristretta, senza neanche invitare i rappresentanti eletti dai cittadini della regione Lazio. Questa situazione è da addebitarsi esclusivamente alle scelte scriteriate che, con il piano di riordino della rete ospedaliera, hanno portato alla chiusura di importanti reparti e a una notevole riduzione dei posti letto degli ospedali della Capitale, tanto da rendere quasi impossibile il ricovero per quelle persone che si recano al Pronto Soccorso, e che sono costrette a dormire nei corridoi, diventati a tutti gli effetti dei veri e propri reparti.
Soltanto grazie alla capacità di medici, paramedici e infermieri, si riesce a gestire una situazione, a tutt’ oggi insostenibile. Proprio ai medici, paramedici e infermieri, va tutta la nostra solidarietà per essere stati abbandonati da una amministrazione inerme e incapace, che invece di andare sul posto per accertarsi dell’effettiva situazione, continua a sfornare anonimi comunicati visto che nessuno, forse perché presi dall’imbarazzo di dover difendere l’indifendibile, ha il coraggio di firmarli.
Per questo motivo organizzeremo delle ispezioni mirate per andare a documentare lo stato di disagio in cui versano anche strutture di eccellenza del nostro territorio, come il S.Andrea, S. Camillo e S.Eugenio. Domani alle 14 saremo presenti anche noi all’ incontro con i direttori generali, seppur non invitati. Se non ci sarà data la possibilità di entrare, aspetteremo fuori e parleremo direttamente con i dg per sapere le soluzioni che si intendono portare avanti per risolvere queste pesanti e croniche problematiche”.

