Post-carbone, Califano-Tidei: "Si passi dalle parole ai fatti" • Terzo Binario News

Post-carbone, Califano-Tidei: “Si passi dalle parole ai fatti”

Mag 19, 2026 | Civitavecchia, Politica

“Al ministro Pichetto Fratin, ieri in visita istituzionale a Civitavecchia, forse non è del tutto chiaro il ruolo che ricopre, soprattutto quando si trova in determinati ambiti complessi”. Così le consigliere regionali del Lazio Marietta Tidei (Iv) e Michela Califano (Pd).

“Pichetto Fratin non è il portinaio del ministero dell’ambiente, è il ministro della Repubblica e sulle questioni che riguardano direttamente il territorio e il futuro di questa città avrebbe dovuto arrivare non solo preparato, ma con risposte concrete. Non con frasi interlocutorie o sibilline che alla fine non lasciano nulla di concreto a Civitavecchia.

Unindustria fa bene ad organizzare momenti di confronto, ma adesso tutte le istituzioni, a partire da chi ha maggiori responsabilità, devono passare dalle parole e dalle promesse ai fatti.

Non bastano le platee plaudenti, perché la gravità della situazione richiede un’assunzione di responsabilità vera, soprattutto da parte di chi decide

Se Torre Nord resterà in riserva fredda, quell’area continuerà ad essere vincolata e indisponibile per progetti alternativi. E questo mentre le ricadute occupazionali saranno minime: lo ha detto lo stesso Ministro, le manutenzioni saranno pochissime. Tradotto: poco lavoro per le aziende e pochissima occupazione. C’è poi il tema delle aree. Il sindaco ha giustamente chiesto al ministero dell’ambiente, già dallo scorso ottobre, di modificare le prescrizioni sui 37 ettari intorno alla centrale per renderli disponibili a investimenti. Ad oggi il ministero dell’ambiente, guidato da Pichetto Fratin, non ha ritenuto necessario neanche avanzare una risposta interlocutoria. Zero comunicazioni dal ministero al comune. E allora basta parlare di “modello Civitavecchia” o di “esempio nazionale della transizione ecologica”, almeno fino a quando non vedremo la prima pietra del primo capannone. Perché ad oggi il rischio concreto è che l’unica cosa davvero esemplare diventi la disoccupazione. Intanto i lavoratori della Minosse – proseguono le consigliere – protestano senza alcuna certezza e a giugno per alcuni di loro si apriranno le porte della disoccupazione. E mentre i problemi restano irrisolti, proliferano commissari e strutture straordinarie: c’è già un commissario per il phase out e nella variazione di bilancio la Regione prevede addirittura un commissario speciale per la Zls da 125 mila euro. Nel frattempo, il Consorzio industriale del Lazio resta commissariato perché manca una governance stabile e la Giunta regionale promette da tre anni una legge di riordino che ancora non arriva. Ad oggi, l’unica proposta concreta depositata è quella firmata dalle opposizioni. Una città che ha pagato così tanto per la sicurezza energetica nazionale oggi merita ben più di qualche passerella. C’è bisogno di verità, di investimenti concreti e di lavoro”, concludono Marietta Tidei e Michela Califano. Bet 20260519T133120Z
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