La donazione da parte dei coniugi Messina, parenti dello stilista scomparso alcuni anni fa
I coniugi Messina donano tessuti dell’atelier dello stilista Savi agli studenti di Industria e Artigianato per il Made in Italy.
Un gesto di grande generosità e attenzione verso la formazione creativa dei giovani: i coniugi Messina hanno donato all’Istituto Stendhal-Calamatta preziosi tessuti provenienti dall’atelier del maestro Renato Savi (loro parente), destinati agli studenti dell’indirizzo Industria e Artigianato per il Made in Italy.
La donazione rappresenta un’importante opportunità per gli studenti, che potranno utilizzare materiali di alta qualità per sviluppare le proprie competenze artistiche e sartoriali, dando vita a creazioni originali ed eleganti.
Nel corso della visita all’istituto, i coniugi Messina hanno inoltre avuto modo di conoscere e apprezzare i laboratori di modellistica e confezione, visitando con piacere gli spazi dedicati alla formazione pratica degli studenti e osservando da vicino le attività creative e professionali che caratterizzano il percorso didattico.
La dirigente scolastica, Giovannina Corvaia, ha accolto con entusiasmo il dono, sottolineandone il valore educativo e umano: “Accogliamo con grande gioia e gratitudine questo prezioso gesto dei coniugi Messina. Donare materiali così importanti ai nostri studenti significa investire concretamente nel loro talento, nella loro creatività e nel loro futuro professionale. È anche un bellissimo esempio di collaborazione tra scuola e territorio, capace di offrire ai ragazzi opportunità autentiche di crescita.”
L’istituto desidera esprimere un sentito ringraziamento ai coniugi Messina per il contributo offerto al percorso formativo degli studenti.
Sarà inoltre un piacere rinnovare l’invito ai donatori per ammirare le creazioni che nasceranno da questi tessuti, simbolo di eleganza, passione e tradizione artigianale.
Renato Savi, lo stilista che nei suoi abiti da sposa riusciva, come amava dire lui stesso, a “Stupire con eleganza”, era di famiglia civitavecchiese, esordì giovanissimo a Roma, negli anni 80, periodo d’oro per la moda capitolina, in cui si perfezionò collaborando con grandi nomi dell’Alta Moda italiana, specialmente nel pret a porter elegante, sua grande passione. Lo stilista vestì personaggi dello spettacolo e della televisione. Agli anni ’90 risale la sua prima collezione Sposa, nata quasi per gioco, che diventò il suo esclusivo settore. Le sue raffinate creazioni, frutto di grande abilità sartoriale, erano conosciute in tutto il mondo, specie di Giappone e Usa, grazie a buyers internazionali che frequentarono il suo atelier romano in via Crescenzio.Qualche tempo fa lo stilista aveva deciso di tornare nella sua città natale per stare vicino alla mamma malata.E qui Savi aveva aperto il suo atelier nel centro commerciale I Mulini (nella foto del titolo). Negozio che è rimasto aperto, grazie alle sue fidate collaboratrici, anche durate il suo ricovero all’hospice “Chenis”, dove purtoppo si spense cinque anni fa.

Nel dicembre del 2019 Renato Savi aveva ideato e organizzato una “Serata Eccellente”, alla “Cittadella della Musica” (nella foto) in cui, fra l’altro, premiò un nutrito gruppo di giovani civitavecchiesi distinti in vari ambiti, e mostrò i lavori della sezione moda dell’Iiss Calamatta e assegnò allo studente autore del miglior progetto lo stage presso l’Accademia Altieri Moda e Costume di Roma.
