Ponzano Romano, Rea: “Husky prigionieri della burocrazia, la Procura rompa il silenzio" • Terzo Binario News

Ponzano Romano, Rea: “Husky prigionieri della burocrazia, la Procura rompa il silenzio”

Apr 16, 2026 | Senza categoria

La vita di decine di husky resta appesa a un filo, intrappolata tra le lungaggini della giustizia e l’inerzia istituzionale. Da mesi si attende una decisione definitiva della Procura di Rieti che permetta di mettere in salvo gli animali, ma nonostante la disponibilità di rifugi e associazioni pronte a intervenire, tutto tace.

“I termini perentori risultano ormai scaduti e ci si trova di fronte a una situazione di stallo insostenibile che desta profonde preoccupazioni per la salute degli esemplari coinvolti”  dichiara Gabriella Caramanica, Segretario Nazionale del partito Rivoluzione Ecologista Animalista (REA).

Il partito REA solleva inoltre una critica verso il comportamento delle principali organizzazioni animaliste nazionali. Mentre una straordinaria catena di solidarietà è stata attivata da singoli volontari e realtà associative meno note, le grandi sigle sembrano limitarsi ai proclami mediatici senza però mettere in atto alcuna azione risolutiva.

“È imbarazzante assistere al silenzio operativo di chi ha diffuso comunicati e promesse, auspichiamo che tali realtà non abbiano domani la presunzione di costituirsi parte civile in un processo per il quale non hanno dimostrato alcuna reale volontà di salvataggio”, rilancia il segretario nazionale REA.

A due anni dall’inizio di questa drammatica vicenda, il silenzio delle autorità comunali è sconcertante, rendendole di fatto corresponsabili di quella che è ormai diventata un’emergenza di rilievo nazionale. Ogni giorno di ritardo non rappresenta solo un vuoto burocratico, ma permette la reiterazione del reato da parte dell’allevatore e prolunga inutilmente la sofferenza dei cani.

Come forza politica, REA auspica un pronunciamento della Procura di Rieti per lo sblocco delle procedure e chiede garanzie assolute per la tutela dei cani in ogni singola fase, a partire dal momento del sequestro.

“La battaglia non si fermerà finché questi animali non riceveranno finalmente la dignità e la cura che spettano loro per diritto”, conclude Caramanica.