Non sono passati neanche 4 mesi e si torna a scrivere di Covid a Ladispoli e di un sindaco che sembra ignorarlo, nonostante siano i cittadini a chiedere interventi incisivi. Nonostante quella ladispolana sia la città attualmente più contagiata della Asl Roma 4 e sconfinando, anche se di poco, presentando una cinquantina di positivi in più di Fiumicino (nel cui territorio vivono circa 80mila abitanti).
A novembre si scrisse di come l’amministrazione ignorasse il problema e la situazione non è che fosse tanto dissimile da quella di oggi.
E oggi tutto quello che il sindaco è stato capace di produrre è stato un copia e incolla del vademecum da zona rossa pubblicato dal Governo che girava ormai da giorni e che i cittadini ormai sanno recitare a memoria. E chi chiede conto del suo operato, viene bloccato sui social.
Appelli? Inviti? Controlli? Non se ne segnala traccia. Anzi, un appello c’è stato ovvero il “forza venite gente” per tagliare il nastro al nuovo parco di piazza Domitilla. Parco bellissimo ma invito quanto mai inopportuno, soprattutto alla luce di quanto successo pochi giorni dopo.
Perché è chiaro che stabilire un nesso fra l’esplosione dei positivi delle ultime ore e l’inaugurazione è impossibile ma è anche vero che qualche domanda a palazzo Falcone dovrebbero porsela e di certo quell’inaugurazione “in grande stile” andava evitata.
Escludendo il focolaio dell’Ilaria Alpi, in quale fascia d’età, in quale fetta di popolazione si è propagato il virus? La risposta a questa domanda la fornisce quotidianamente l’Asl quando consegna ai comuni la lista dei nuovi positivi con nomi, cognomi e indirizzi per porre i cittadini in quarantena.
Dunque è facile stabilirlo e quindi – senza pretendere di riuscire – almeno si può pensare anche un qualche intervento. Impopolare, visto il periodo, ma necessario. La chiusura di una piazza, un presidio fisso per dissuadere e disperdere assembramenti: nulla di tutto questo.
Ma sembra al contrario che per palazzo Falcone il Covid non alloggi a Ladispoli, nonostante 300 positivi. Come se avere positivi penalizzasse politicamente, come se il Covid abbassasse i riflettori sulle inaugurazioni pre elettorali.
Nonostante una cittadina che chiede continuamente risposte su questo argomento.
Domani è previsto un consiglio comunale in presenza (e pure su questo ci sarebbe da ridire visto il momento attuale) che non sarà solo di proforma solo perché il grillino Gennaro Martello deve subentrare al dimissionario Antonio Pizzuti Piccoli. Sperare in qualche dichiarazione urbi et orbi di Grando sull’argomento sembra invece pura utopia.
a.v.
