Riceviamo e pubblichiamo- Qualche giorno fa siamo intervenuti sull’incarico esterno di € 38.064,00 per la (ri)progettazione del servizio di Igiene Urbana del Comune di Ladispoli, ponendo all’amministrazione alcune domande rimaste ancora inevase. Riteniamo che questo tema meriti maggiore attenzione, così oggi entriamo nel merito della determina n. 413 dell’ 8 marzo 2018, attraverso cui è stato conferito l’incarico alla società E.S.P.E.R. S.r.l. con la seguente motivazione:
“(…) Che si rende necessario procedere all’affidamento di tale incarico a soggetto esterno all’Amministrazione Comunale in quanto, a causa della cronica carenza di personale dell’Ente in generale e dell’Area Tecnica in particolare, l’Ufficio Igiene Urbana ha difficoltà a rispettare i tempi della programmazione del servizio e contemporaneamente a svolgere le funzioni di istituto, anche considerando la complessità e l’articolazione dei servizi da progettare e mettere a gara; (…)”. Una motivazione, questa, che riteniamo insufficiente, soprattutto rispetto alla “carenza di personale interno” a cui si fa riferimento. Da ex amministratori di maggioranza e da consiglieri di opposizione, abbiamo avuto modo di verificare il lavoro svolto dalla Responsabile del Procedimento che ricopriva l’incarico. Una figura tecnica interna che, per anni, è stata in grado di gestire ed attuare il progetto, nonché il servizio di igiene integrata, espletando nel contempo le gare e gli atti ordinari necessari a gestire l’intero ufficio. Professionalità che oggi, l’attuale amministrazione, ha valutato di dover trasferire nel “sottoscala”, potenziando però con ulteriori risorse umane l’ufficio Igiene e Ambiente. Questo ci fa inevitabilmente chiedere come sia possibile dover affidare esternamente – spendendo risorse della collettività – l’incarico di apportare piccole modifiche ad un progetto già ampiamente collaudato e per cui l’Ente stesso avrebbe le competenze necessarie a formare i nuovi dipendenti pubblici preposti.
Proseguendo nella lettura della determina, si legge che:
“(…) in particolare, risulta che la E.S.P.E.R. S.r.l. è stata incaricata della redazione del progetto di riorganizzazione del servizio di igiene urbana e di implementazione della TARIP nei Comuni limitrofi di Cerveteri, Fiumicino e Bracciano, che per dimensioni, problematiche e omogeneità territoriale presentano situazioni analoghe a Ladispoli; (…)”. Come è possibile trovare analogie tra il nostro comune e quelli di Cerveteri, Fiumicino e Bracciano in tema di Igiene Urbana? Ci è forse sfuggita l’“annessione” di ulteriori porzioni di territorio in grado di rendere l’estensione di Ladispoli paragonabile a quella degli altri comuni citati? Abbiamo chiari i risultati ottenuti dal nostro comune sulla differenziata? Ci rendiamo conto di quanto siano superiori a quelli riportati dagli altri? E, ancora: siamo certi che Ladispoli abbia la stessa concentrazione abitativa o la medesima conformazione territoriale di Cerveteri, Fiumicino e Bracciano? A noi non sembra proprio e, senza voler scomodare esperti geografi o atlanti impolverati, basti pensare che l’estensione di Ladispoli è di 26 km² mentre quella degli altri comuni va dai 134 ai 213 km². Così, se questa è davvero l’analisi tecnica alla base dell’affidamento di questo incarico, ci auguriamo che sia solo l’effetto di un copia-incolla realizzato in fretta e furia (magari tramite affidamento esterno ad una società di “consulenze per atti pubblici” con sede operativa in Piemonte) perchè, se così non fosse, l’assunto di questa determina ci risulterebbe piuttosto preoccupante ed approssimativo.
Al punto 4 della determina, c’è scritto che:
“ (…) dal sito della Città Metropolitana di Roma Capitale sono stati scaricati i documenti tecnico progettuali e gli atti di gara del bando per la gestione del servizio di igiene urbana del Comune di Bracciano (termine scadenza offerta: 06.02.2018, aggiudicazione con d.d. n. 286 del 21.02.2018), ne è stata analizzata l’impostazione generale e, a campione, i contenuti, al fine della verifica delle modalità di lavoro della Soc. E.S.P.E.R. S.r.l., che sono risultate confacenti alle necessità del servizio da progettare ed attivare nel Comune di Ladispoli; (…)”. Anche qui, l’effetto nefasto del copia-incolla sembra aver colpito perchè, altrimenti, passeremmo dall’approssimazione al paradosso. Nella determina si parla di “ modalità di lavoro risultate confacenti alle necessità del servizio da progettare ed attivare a Ladispoli”. Progettare cosa, esattamente? Il progetto di Igiene Urbana del Comune di Ladispoli è già stato attuato e collaudato, superando peraltro il 70% di R.D. Per individuare le criticità del servizio, a nostro avviso, non serve spendere quasi quarantamila euro di risorse pubbliche ma (come già detto) basterebbe impiegare le risorse umane interne all’Ente facendole lavorare sulla base dei dati di quanto realizzato finora e sugli obiettivi di miglioramento che ci si prefigge di realizzare. Un lavoro sicuramente delicato ma tutt’altro che irrealizzabile.
Nell’ottica di un bilancio sempre più stringente, che rende ogni risorsa risparmiata preziosa per il mantenimento di servizi individuali e collettivi – fondamentali per la tenuta di un comune – questo atto ci appare fuori luogo, incomprensibile, figlio di una modalità di amministrare che, dietro agli annunci, sembra nascondere soltanto il nulla, insieme ad un bel po’ di polvere e confusione.
Gruppo Consigliare Ladispoli Città
Maria Concetta Palermo
Eugenio Trani
