Mov.Civ. Ladispoli Città torna sulla Flavia: "Poca trasparenza da Palazzo Falcone" • Terzo Binario News

Mov.Civ. Ladispoli Città torna sulla Flavia: “Poca trasparenza da Palazzo Falcone”

Dic 10, 2019 | Senza categoria

“Un’ordinanza che fa acqua da tutte le parti. Parliamo della numero 123 del 9 agosto 2019, con la quale il Sindaco Grando ha autorizzato il gestore del servizio idrico – Flavia Servizi – all’immissione nella rete dell’acqua proveniente dal nuovo pozzo di Statua, costato alla casse comunali oltre 200 mila euro.

Nell’ordinanza, si fa riferimento alla conformità delle analisi pervenute dalla ASL di competenza per quanto riguarda i parametri chimici, ad eccezione dei cloruri che – come scritto – sarebbero rientrati in seguito alla miscelazione delle acque.

In realtà, quelle stesse analisi, dal punto di vista batteriologico, hanno rilevato la presenza di eccessivi colibatteri rendendo, di fatto, l’acqua non potabile per uso umano.

Evenienza, questa, che il Comune non ha ritenuto opportuno rendere pubblica alla collettività, confidando in una successiva clorificazione delle acque. Successiva, appunto, non si sa di quanto rispetto all’immissione di quella stessa acqua nella rete idrica comunale.

Riteniamo piuttosto “leggero” questo modo di agire dell’amministrazione, sia in termini di trasparenza che di tutela dei cittadini. L’acqua potabile, contaminata da agenti batteriologici, può far incorrere in grossi problemi di salute pubblica. Sapere – a posteriori – di aver corso un rischio in tal senso, non aiuta di certo a riporre fiducia in chi dovrebbe (per obbligo) prendersi cura della salute dei propri cittadini.

Crediamo che, prendere alla leggera i principi di “precauzione e informazione” verso la cittadinanza, sia un atto molto grave e, di queste incredibili leggerezze, chiediamo conto – qui e in altre sedi – al Primo Cittadino.

A questo, però, aggiungiamo un’ulteriore domanda: gli elevati livelli di arsenico rilevati dalle analisi delle acque di ottobre 2019 sono ora tornati alla norma? Da settimane aspettiamo di ottenere l’intera documentazione per rendere nota alla città anche questa situazione, per cui la ASL – non più di 40 giorni fa – ha formalmente consigliato al Comune di interrompere la potabilità dell’acqua.

Ad oggi, possiamo solo prendere atto di quanto appaia grottesco il silenzio degli amministratori sull’argomento e, di conseguenza, nei confronti dei cittadini e della loro salute. Al contrario, gli interventi su temi di minor rilievo proliferano senza sosta, dentro una logica incomprensibile e anche stancante.

Per gli elementi in nostro possesso, il silenzio pregresso (e attuale) sulle condizioni della potabilità dell’acqua a Ladispoli, appare come un “punto di non ritorno”, su cui occorre che gli amministratori facciano immediatamente chiarezza, senza giri di parole o racconti parziali. Viceversa, quel che resta sono i documenti pubblici – di facile consultazione – da cui si evince la presenza di un rischio, sottolineato dagli organi competenti, che il Comune appare aver preso sottogamba. E, sul serio, ci auguriamo che esista un’altra spiegazione perchè sulla salute pubblica non si fa politica né, tantomeno, si scherza.