L'Osservatorio ambientale non decolla: la ricetta di Italia Viva Litorale nord suggerita ai sindaci di Civitavecchia e Tarquinia - Terzo Binario News

“Perché l’Osservatorio Ambientale non decolla?” è la domanda che si pongono Clemente Longarini e Alessio Gatti, esponenti di Italia Viva Litorale Nord.

“Non vorremmo – scrivono in una nota – che lunghe, estenuanti discussioni e magari lotte di potere dentro la Lega tra Tedesco e Giulivi ne ritardassero ancor di più l’operatività.
Il rischio che va evitato è che tutto si basi solo sulle nomine e gli incarichi con il rischio di creare l’ennesimo inutile carrozzone mentre gli 8 milioni rimangono fermi nelle casse dell’Enel”.

“I soci dell’Osservatorio che sono i Sindaci dei comuni che lo compongono, hanno due strade di fronte – suggerisce Italia Viva -. La prima: procedere come nel passato e usare le nomine del C.d A e del Direttore/Scientifico, che deve avere forti competenze scientifiche, dell’Osservatorio per risolvere problemi di assetti e di equilibri delle singole amministrazioni e coalizioni che governano i comuni o magari dare qualche contentino o medaglietta facendo rientrare anche l’Osservatorio nella lottizzazione e spartizione politica. Questa strada è già stata percorsa nel passato e non ha portato a nessun risultato e a sperpero di denaro. La seconda: ricercare nelle nomine la competenza e la conoscenza delle materie ambientali per dare risposte ai problemi che abbiamo di fronte ed indicare strade percorribili per provare di avviarli a soluzione. Se l’Osservatorio diventa un distributore di benefici personali, di stipendi e cose simili non funzionerà mai e di esempi di questo genere ne abbiamo fin troppi”.
“Alla vigilia della transizione ecologica non serve il valzer delle poltrone, ma quello delle idee – scrivono ancora Longarini e Gatti -. Ad esempio, servirebbe uno studio “super partes” per capire questo territorio serve per produrre energia pulita in grandi quantitativi. Se l’installazione di eolico, sulla base delle nostre condizioni dei venti sia produttivo. Ciò sarebbe decisivo saperlo, invece di continuare a far finta di discutere gas o carbone, in un’ottica che guardi solo al porto”.

“Sarebbe decisivo disporre di un modello matematico di previsione giornaliera dell’inquinamento – altra idea di Italia Viva -, in base ai dati raccolti con varie tecnologie compreso un radar a microonde alle Saline a cui già l’Osservatorio stava lavorando. Servirebbe a segnalare in anticipo se fermare il traffico o la centrale stessa o magari vedere anche altri fattori di inquinamento quali la presenza di tanti vettori navali in porto
Servirebbe di conoscere lo stato dei nostri boschi, della fauna o dei fondali marini violentati negli anni da miliardi di tonnellate di acqua calda così da capire, finalmente, come e dove intervenire magari. Magari prima di fare altri danni. Servirebbe monitorare la saluta degli abitanti del territorio e l’incidenza delle malattie dovute alla nostra situazione ambientale”.

“Potremmo continuare con altri esempi ma crediamo di aver reso bene l’idea di come intendiamo l’osservatorio – la conclusione di Longarini e Gatti -. A Tedesco e Giulivi, quindi, il compito di sbloccare la situazione e agli altri sindaci (da Montalto a Tarquinia) il compito di nominare un CDA all’altezza su logiche di competenza e di grande parsimonia nei costi dello stesso C.d.A.”.

Pubblicato giovedì, 27 Gennaio 2022 @ 13:01:48     © RIPRODUZIONE RISERVATA