I fili a mo’ di stendino sono ancora lì con tanto di mollette. Vi erano appesi i documenti dei tributi inzuppati nell’ultimo allagamento. Così si è presentato l’archivio dell’anagrafe del Comune di Ladispoli ai Vigili del Fuoco che venerdì 10 maggio hanno fatto un sopralluogo e intimato una prescrizione per metterlo a norma. L’intervento sarebbe partito da un esposto di due vigili urbani che hanno segnalato le pessime condizioni in cui versano i locali nel piano interrato del palazzetto comunale.
Molte le irregolarità riscontrate. Per accedervi basta aprire una porta semplicemente accostata che dà sui locali aperti al pubblico con gli sportelli dell’anagrafe, dai quali chiunque potrebbe intrufolarsi e sottrarre documenti. Anzi, sulla porta c’è un cartello che recita: “Lasciare la porta aperta”. Al momento l’ambiente sembra asciutto, ma sono evidenti i segni di grandi infiltrazioni di acqua in alcuni punti, a cui si è rimediato con grondaie arrangiate, e di muri pieni di muffa e sgretolati dall’umidità. I locali mancano del tutto di finestre e aperture per il ricircolo dell’aria. I documenti in esso contenuti, dalle schede per le carte di identità ai tributi ai verbali elettorali, sembrano gettati senza un criterio di organizzazione, tra ampi spazi vuoti, scaffali pericolanti e scatoloni pieni di documenti. Cosa che rende difficile la ricerca da parte dello stesso personale comunale e delle forze dell’ordine che spesso necessitano dei documenti.
Di depositare o prelevare i documenti nell’archivio se ne occupano i ragazzi della cooperativa sociale Agorà, che fa capo a Benito Ussia, affidataria del servizio, mentre a vegliare su tutta la documentazione dei cittadini di Ladispoli, che fino al 2000 circa esiste solo in copia cartacea, è rimasto solo un estintore.
“Servirebbe un’archivista, ma questi locali non sono salubri per lavorare – spiega Anna Moroni, Responsabile della gestione dell’archivio dell’anagrafe – I locali non sono messi nemmeno così male, a parte una perdita d’acqua e un allagamento che ha compromesso alcuni documenti – ha aggiunto – Il problema semmai è la gestione: servirebbe un progetto di produttività che razionalizzi e aumenti gli spazi e una figura preposta, ma dicono che non ci sono abbastanza risorse”.
I Vigili del Fuoco hanno concesso 30 giorni per trovare una soluzione alle irregolarità emerse. Del caso si sta ora occupando Paolo Pravato, Responsabile della Sicurezza sui luoghi di lavoro del Comune, che sta lavorando a un progetto di recupero e messa a norma dei locali. Si era parlato anche di un trasferimento ad altri locali comunali presso l’area artigianale o a un’accelerazione della digitalizzazione, che sta procedendo, seppur a rilento, e che comunque non toglie l’obbligo di avere anche una copia cartacea.
L’archivio oggetto dell’esposto è quello dell’anagrafe, diverso dall’archivio storico, che conserva i documenti relativi alla memoria storica della città e alla nascita del Comune nel maggio del 1970, che è al sicuro presso i locali della Biblioteca comunale. Almeno quello.
