Era facile prevederlo, l’anomala ordinanza emessa dal sindaco Paliotta per la messa in sicurezza di via Roma è stata un disastro annunciato.
In tanti ieri ci hanno inviato foto e segnalazioni sul fatto che, nonostante l’ordinanza, la situazione della circolazione nella zona di Torre Flavia non è affatto cambiata. Peggiorata invece è la situazione della spiaggia e della Palude di Torre Flavia dove l’affollarsi di persone ormai mette in crisi l’equilibrio ambientale e la pazienza dei “fratini”, i rarissimi uccellini che sono tornati a nidificare nella zona.
L’apertura delle aree agricole a nord di via Roma si è tradotta in un nulla di fatto. Le aree aperte hanno ospitato soprattutto camper che non erano lì semplicemente parcheggiati, ma hanno occupato ampie porzioni di terreno con sdraiette e tendalini aperti. Con l’ordinanza si è di fatto ristabilita la situazione di dubbia legalità per la quale nelle settimane scorse la Guardia di Finanza era tornata più volte a fare verifiche.
La situazione appare invece ingestibile sulle spiagge, dove non vi è la benché minima presenza né di servizi né di presidi di sicurezza. Non c’è nemmeno la possibilità di gettare rifiuti che vengono abbandonati in sacchetti lungo il viottoli della Palude o al cancello di ingresso.
E a dimostrazione che l’emergenza sulle strade era solo un pretesto in molti hanno notato la completa assenza di presidi di Polizia Locale, quasi a testimoniare che l’obiettivo più che la sicurezza della zona era l’emissione di un’ordinanza, talmente arraffazzonata da riportare anche date sbagliate.
Dubbi anche dall’interpretazione da parte dei proprietari agricoli dei terreni abilitati dall’ordinanza Paliotta. Nella stessa infatti vi è scritto che le aree possono essere adibite a parcheggio senza specificare se l’attività che si può mettere in opera deve necessariamente essere fatta a titolo gratuito. Di fatto l’ordinanza, se può da un lato soprassedere ad alcuni vincoli sulle aree, non può soprassedere sulle vigenti norme in termini di rilancio permessi a svolgere attività a scopo lucrativo.
Altra questione riguarda gli aspetti legati alla sicurezza. Bastano gli estintori (senza specificato il numero in funzione della dimensione del terreno) a spegnere un eventuale incendio tra le sterpaglie secche dei campi adibiti a parcheggio? A chi del comune o dei proprietari dei terreni spetta l’eventuale responsabilità in caso di danneggiamento di auto all’interno delle aree? Le zone in cui i vacanzieri dovrebbero sostare sono assicurate per lo svolgimento di un’attività non autorizzata da SCIA?
Questioni di sicurezza tutt’altro che risolte. L’impressione è che una ulteriore emergenza sta per essere provocata per allentare ancora di più le maglie di sanatorie nei confronti di chi, in spregio ad ogni legge, perpetra nell’illegalità in maniera pressoché indisturbata.
