Illustrato dalla fotografa Valentina Vannicola e dal team al lavoro per il progetto che, partendo dal Fondo Padroni, sta raccogliendo migliaia di immagini per ricostruire la memoria collettiva
di Cristiana Vallarino
Sala gremita, molte persone in piedi, sabato pomeriggio per la presentazione al Polo Culturale di Tolfa, dell’Archivio Paese.
Il primo incontro, organizzato per far conoscere alla cittadinanza uno strumento che ne racconta la storia a partire dal secolo scorso, ha attirato tanti tolfetani mossi dalla curiosità di poter riconoscere loro stessi o i propri famigliari nelle diverse foto che sono state mostrate sul maxi schermo.
L’incontro si è aperto coi saluti istituzionali della sindaca Stefania Bentivoglio, la quale ha spiegato come, coi fondi del Pnrr, si stiano portando avanti una serie di interventi migliorativi e arricchenti per il paese, ovvero di restauro o ristrutturazione – vedi piazza vecchia o palazzo Buttaoni . oppure progetti come l’Accademia della Catana o, appunto, l’Archivio Paese. Della cui storia e finalità ha parlato Valentina Vannicola, giovane fotografa nata a Tolfa con una carriera e apprezzamenti internazionali. Ha raccontato di come tutto sia nato dall’acquisizione – grazie alla moglie Ellen che ha interpretato il volere del marito, recentemente scomparso – del Fondo Giovanni Padroni, un tolfetano che dopo aver girato il mondo è tornato a casa, scattando e raccogliendo immagini del paese e dei suoi compaesani arrivando a metterne insieme, ottimamente catalogate, ben 45,000.

A questo enorme lotto se ne sono aggiunti altri sempre di privati e altre foto, o video, se ne stanno raccogliendo. A catalogare e ststemare il materiale, nella stanza del Polo una volta bar poi magazzino ora recuperata, si lavorerà fino a giugno (finchè dura il contratto in essere per il momento con il gruppo di lavoro), con il prezioso aiuto delle ragazze del servizio civile e dei soci della Taitle.
Oltre alla Vannicola, il team comprende Alessandro Toscano, che sabato ha illustrato alcune delle foto già archiviate, e ci collaborano anche Alessandro Coco, esperto in archivi digitali, e Benedetta Ceselli Guidi, storica e critica della fotografia. Questi ultimi sono intervenuti entrambi per sottolineare l’importanza dell’Archivio Paese, così come Giordano Iacomelli, direttore del Museo Civico Archeologico di Tolfa, che ha focalizzato il suo discorso sull’importanza che l’Archivio ha per i giovani, per i ragazzini delle elementari e delle medie che, tra l’altro, possono avere il contatto con la “materia cartecea” delle foto, loro nativi digitali abituati a immagazzinare centinaia di immagini nei propri cellulari. Ma scartabellare tra le foto antiche – ha raccontato Iacomelli – ha fatto scoprire loro momenti, angoli e personaggi di una Tolfa che ora non c’è più.

In sinstesi, gli obiettivi del progetto sono la ricerca sul campo, l’inventariazione e la digitalizzazione dei materiali, il trasferimento e l’allestimento del fondo Padroni nel Museo, la creazione di una piattaforma web dedicata, la produzione di contenuti audiovisivi originali e l’avvio di laboratori con scuole e cittadinanza curati insieme a Taitle Ingengno Multiforme.
Archivio Paese dovrà diventare uno strumento condiviso, capace di trasformarsi in patrimonio per la comunità e gli studiosi, in risorsa educativa per le nuove generazioni e in base per lo sviluppo di future progettualità culturali. Il progetto è finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU, dal Ministero della Cultura e dal Comune di Tolfa, all’interno del progetto “Il Borgo di Tolfa tra artigianato e turismo”.
Il pomeriggio si è concluso con la visita dei presenti alla sede dell’Archivio, con bridisi di rito. L’auspicio e l’invito è che i tolfetani mettano a disposizione del gruppo di lavoro gli album di famiglia, con scatti sia intimi che pubblici, così da arricchire costantemente il puzzle della memoria del paese.
