Un consiglio comunale al limite della legittimità quello che si è tenuto a Ladispoli.
Dopo l’apertura con il risicato numero legale di 13 consiglieri, tenuto grazie alla presenza della minoranza, la seduta è stata sospesa intorno alle 19:15 su richiesta del sindaco. Una richiesta di 5 minuti del tutto tattica, interrompendo il presidente che si apprestava di nuovo a fare l’appello. Un appello che però avrebbe decretato la caduta del numero legale per l’uscita di alcuni consiglieri dell’opposizione.
Finora il consiglio aveva proceduto al solo conferimento di encomi e per questo, onde evitare una brutta figura nei confronti degli ospiti la minoranza avrebbe acconsentito lo svolgimento delle operazioni. Ma all’inizio della parte politica è scattata la contestazione. In maggioranza tante le assenze e soprattutto dal fronte Fratelli d’Italia. Assenti per il partito della Meloni i consiglieri Falasca, Ardita e Cavaliere. Ma la sospensione di 5 minuti concessa al sindaco Grando si è protratta decisamente troppo. In aula sarebbe scattata la caccia ai consiglieri di maggioranza per evitare la chiusura del consiglio. Una caccia che è durata troppo al punto che il consiglio è ricominciato oltre un’ora dopo la richiesta di sospensione. Un fatto del tutto anomalo e chiaramente funzionale all’ostinata ricerca del numero legale.
Il consiglio è ripreso dopo le 20:30 quando la maggioranza aveva di nuovo i numeri e a quel punto sono rientrati i consiglieri Loddo e sono arrivati i consiglieri Ascani e Forte. Solo i consiglieri Trani e Palermo hanno tenuto il punto sulla contestazione.
Il consiglio è continuato regolarmente fino all’ultimo punto dell’ordine del giorno, ma il rischio è che si richieda un parere circa la legittimità della seduta. Se è vero che Grando ha stoppato l’appello è vero anche che la presidente del consiglio ha concesso a fronte di 5 minuti, oltre un’ora di tempo per far riorganizzare la maggioranza. Un comportamento di certo non imparziale tenuto conto che se dopo 5 minuti la seduta fosse stata riaperta il numero legale sarebbe mancato sia al primo che al secondo appello da rifare entro 5 minuti dal primo. Ancora più grave forse l’ammonizione finale a chi non ha atteso l’arrivo dei consiglieri di maggioranza oltre un’ora e mezzo dopo la convocazione del consiglio.
Non sono mancate le frecciatine indirizzate all’opposizione da parte dei consiglieri di maggioranza. A rappresentare il pensiero dell’amministrazione il consiglieri Moretti che ha apostrofato come irresponsabile il tentativo di far saltare il consiglio su punti importanti.
ACQUE AGITATE ANCHE TRA L’OPPOSIZIONE
Ma la polemica non risparmia nemmeno l’opposizione. Non è passato inosservato che una parte di questa, dopo l’uscita tattica iniziale, è successivamente rientrata abbandonando la contestazione. In aula erano presenti dopo la ripartenza i consiglieri Loddo di Si può fare e la coppia Ascani Forchetta per il Pd ed il consigliere Forte del Movimento 5 Stelle. Assente il consigliere Pierini allontanatosi anche per problemi di salute.
E sui social questo comportamento non è piaciuto ad alcuni alleati della coalizione che aveva sostenuto Pierini. Per Garau, Governo Civico per Ladispoli, il comportamento di alcuni consiglieri è stato morbido e distratto. Sarebbe infatti bastato richiedere l’appello per evitare la ripresa del consiglio. A contestare la legittimità di quanto accaduto anche l’ex assessora Francesca Di Girolamo.
