“Abbiamo appreso con stupore dalla stampa di un inquietante episodio di violenza accaduto ieri nella spiaggia di Ladispoli. “I giovani stavano giocando a calcio sulla spiaggia quando si sono avvicinate tre ragazze più grandi di loro. Una delle tre ha preso il pallone e lo ha squarciato con un coltello. Incredulo il quattordicenne ha così chiesto spiegazioni di quanto accaduto.
Così le ragazze si sono avvicinate a lui iniziando ad insultarlo e a gridargli frasi razziste come “Sta zitto negro! Tu sei una scimmia!” e gli hanno poi strappato dal collo una catenina”. Ringraziamo le forze dell’ordine per essere intervenute con prontezza e confidiamo che queste “ragazze ventiseienni” armate con un coltello, pagheranno per l’atto compiuto. Non c’è niente che possa giustificare un tale gesto! Né il fatto che sia “vietato” giocare a calcio in spiaggia, né la situazione politica attuale, né l’esasperazione del popolo italiano, né il riscaldamento globale, né la noia. La nostra comunità deve dire basta e condannare questo episodio senza se e senza ma. Chiamiamolo razzismo, chiamiamolo delinquenza, chiamiamolo bullismo, chiamiamolo prepotenza, l’importante è che la comunità reagisca e che non vinca l’insofferenza. L’importante è che il ragazzo quattordicenne, (vittima di questa violenza) e i suoi amici, possano ancora avere fiducia. Ladispoli non deve diventare il Far West, abbiamo il diritto e il dovere di far crescere i nostri ragazzi in una città civile e rispettosa dei diritti di tutti”.
Sandra Bossio Responsabile Diritti e Cittadinanza PD, Ladispoli
