“E poi dice che uno parla! Ma come si fa a tacere dico io, come sindacalista e come membro del Direttivo nazionale della SIS 118, non posso non evidenziare che il Sistema 118, che badate bene non è uniforme in tutta Italia ( alcuni dipendenti del SSN, alcuni convenzionati con il SSN, alcuni privati convenzionati con le singole Aziende, alcuni volontari), che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della Sanità Pubblica, in quanto dovrebbe garantire tutti in Emergenza, là dove può fare la differenza fra la vita e la morte o fra la vita con e senza esiti, è ormai inglobato nel 112, che però ha molte, troppe pecche!”. È questo lo sfogo di Francesca Perri, sindacalista dell’Anaao.
“Noi non siamo dipendenti del 112, non siamo vigili urbani o vigili del fuoco o poliziotti, eppure spesso veniamo attivati per primi e spesso da soli e ci tocca fare anche quello che non ci compete! È il caso di ieri sera – è il post su Facebook – ma non è il primo né sarà l’ultimo, purtroppo! Alle 20,58 veniamo attivati dalla Centrale 118, a sua volta attivata tramite il numero unico 112, per un incidente alla galleria Giovanni XXIII , Roma Nord , con codice rosso per dinamica. Giunti sul posto alle 21, 08, cioè 10 minuti dopo, ma arrotondati per eccesso, ci aspettavamo di trovare anche la polizia o i vigili e invece no, noi eravamo gli unici sul posto e valutata la situazione, dopo aver visitato il paziente, che per fortuna non era affatto in codice rosso, abbiamo sollecitato la nostra Centrale a inviare i vigili urbani e/o la polizia, per la pericolosità insita nella localizzazione dell’incidente stesso, in Galleria, con terreno bagnato, dopo una curva”.
“A me hanno insegnato che prevenire è meglio che curare ed è in base a questo principio, per evitare ulteriori incidenti, in attesa dei Vigili abbiamo adottato tutti i mezzi a disposizione per segnalare l’incidente, ci siamo messi con l’ambulanza dietro la macchina incidentata, abbiamo messo le 4 frecce, abbiamo acceso luci, lampeggianti blu e infine anche il triangolo messo 20 metri prima, col nostro autista che ha rischiato, per riuscire a posizionarlo, di essere investito dalle macchine che imperterrite arrivavano ad una velocità superiore ai 50 chilometri orari”.
“Quindi dopo 10 minuti abbiamo sollecitato la nostra Centrale e ancora alle 21,22 e alle 22,38. Niente, ci veniva risposto che loro non potevano fare di più, cioè a noi ci possono chiamare tutti e sollecitare per ogni nonnulla e noi come 118 non riusciamo a farci ascoltare, anche in caso di pericolo”.
“Alle 21,48, pensate è arrivato il carroattrezzi, attivato dallo stesso paziente, il quale ha fatto caricare la macchina ed ha rifiutato il trasporto in Ospedale, preferendo andare vicino casa. Diligentemente abbiamo avvisato la Centrale che ormai non servivano più né la polizia, né i vigili urbani! Insomma tutto è bene quel che finisce bene, abbiamo evitato quella che poteva essere una strage della domenica sera, ma la gente non lo sa”.
