Ghirga: "I super diffusori del Covid sono rari tra i bambini" • Terzo Binario News

Ghirga: “I super diffusori del Covid sono rari tra i bambini”

Mar 26, 2021 | Civitavecchia, Sanità

“I super diffusori della COVID-19 sono rari tra i bambini. L’infezione da SARS-CoV-2 è principalmente una malattia lieve quando colpisce i bambini. Tuttavia, anche i bambini portatori asintomatici possono diffondere l’infezione e trasportare il virus nella loro famiglia. Forbes et al. hanno osservato un piccolo aumento assoluto del rischio di infezione da SARS-CoV-2 ed esiti da covid-19 tra gli adulti che convivono con bambini durante la seconda ondata.

Gli eventi di super diffusione, in cui molte persone vengono infettate contemporaneamente, tipicamente da un singolo individuo, sono una caratteristica ormai tipica della pandemia da COVID-19. Partecipare ad un coro, ad un funerale, riunirsi in famiglia e frequentare palestre, hanno generato pericolose epidemie. I ricercatori hanno raccolto ampie prove di alcuni caratteristiche fondamentali di eventi di super diffusione: riunioni prolungate in ambienti chiusi con scarsa ventilazione.

Comunque, tutte le attività che producono numerose, minuscole goccioline infettive che possono essere inalate da altri, sono a rischio.

La forma di trasmissione irregolare tipica della COVID-19, in cui alcuni individui infettano molte persone (super-diffusori) ma la maggior parte ne infetta solo poche, è condivisa dal SARS-CoV, il quale ha causato l’epidemia mortale della sindrome respiratoria acuta grave (SARS) nel 2003, e dal MERS -CoV, il coronavirus della sindrome respiratoria del Medio Oriente. Una modalità di trasmissione simile si verifica con i patogeni che causano Ebola, vaiolo e tubercolosi. L’influenza, al contrario, ha meno variazioni individuali e tende a diffondersi in modo più uniforme.

A causa di questa forma di trasmissione e del ridotto rischio di diffusione dell’infezione da parte dei bambini infetti, si potrebbe dedurre che i “super-spreaders”  (super-diffusori) sono rari in età pediatrica. In un’indagine multicentrica su oltre cinquemila casi di SARS-CoV-2, confermati dal tampone molecolare, Madera et al. non hanno riscontrato differenze evidenti nella quantità di acido nucleico virale tra i bambini piccoli e gli adulti. Questi dati suggeriscono che i bambini piccoli non sono meno contagiosi a causa della bassa carica virale e spingono a cercare una spiegazione alternativa per il ridotto contributo dei bambini alla trasmissione della covid-19.

Dato che gli individui immunosoppressi generalmente hanno maggiori probabilità di diffondere più virus più a lungo, le differenze nel modo in cui i sistemi immunitari dei bambini piccoli rispondono all’infezione potrebbero spiegare perché prendono e trasmettono il coronavirus meno frequentemente rispetto agli adulti. Una forte risposta immunitaria innata potrebbe essere un fattore che impedisce ai bambini di essere super-diffusori”.

dr. Giovanni Ghirga