Fl5, "la caduta del traliccio a Santa Marinella fa posticipare gli arrivi così da mascherare i ritardi" • Terzo Binario News

Fl5, “la caduta del traliccio a Santa Marinella fa posticipare gli arrivi così da mascherare i ritardi”

Nov 23, 2025 | Ferrovie, Santa Marinella

La rabbia di un pendolare verso Trenitalia dopo l’incidente del 5 novembre

“Il 5 novembre un traliccio che sostiene la linea aerea di alimentazione dei treni è improvvisamente crollato.

L’incidente ha causato il blocco totale della linea per un’intera giornata.

Non si tratta di un tratto qualunque: la linea tirrenica nord–sud è uno degli assi ferroviari più importanti d’Italia, fondamentale sia per il traffico nazionale sia per i pendolari della FL5, che quotidianamente si spostano tra il litorale nord di Roma e la Capitale.

La caduta del traliccio evidenzia in modo drammatico la scarsa manutenzione della linea. Un fatto tanto più inspiegabile se si considera l’ingente quantità di fondi del PNRR destinati proprio all’ammodernamento e alla messa in sicurezza delle infrastrutture ferroviarie.

Nel frattempo, Trenitalia ha diffuso un comunicato relativo a “lavori di manutenzione straordinaria” che comportano modifiche al servizio. Infatti, nel testo si legge: “…modifiche anche agli orari dei servizi della FL5. Queste consistono nello spostamento in avanti degli orari di arrivo alla stazione di destinazione di 10 minuti, senza variazioni su orari di partenza e nelle fermate intermedie”.

Questa modifica è strutturata in modo particolare: il treno resterà comunque in ritardo  nele stazioni intermedie, ma i ritardi non risulteranno ufficialmente, perché l’orario modificato riguarda solo l’arrivo alla stazione finale. In pratica, questa misura serve più a mascherare i ritardi e a tutelare le statistiche dei gestori della linea che a garantire un reale beneficio ai pendolari.

Da almeno due anni la qualità del servizio va peggiorando. Molti utenti avevano accettato i disagi temporanei causati dai lavori finanziati dal PNRR, convinti che fossero necessari per ottenere un servizio migliore. Oggi però si trovano a pagare un doppio prezzo: da un lato il caos dei cantieri, dall’altro una manutenzione insufficiente che non garantisce affidabilità né sicurezza. Ritardi quotidiani, coincidenze perse, difficoltà nel raggiungere il posto di lavoro, visite mediche, esami universitari: tutto questo si somma a un logorio psicologico crescente, fatto di incertezza e di timore di non riuscire a raggiungere la propria destinazione e a tornare a casa dai propri cari.

I fatti, purtroppo, non mostrano segnali di un imminente miglioramento. È una situazione paradossale e gravissima, e resta aperta la domanda più importante: chi paga davvero le conseguenze di tutto questo?

Le amministrazioni locali, i comitati dei pendolari e l’osservatorio regionale suibtrasporti non possono considerare questi eventi come normali incidenti di percorso. Sono invece indicatori di un problema strutturale che minaccia il benessere dell’intera popolazione del litorale nord di Roma.

Un primissimo passo necessario sarebbe chiedere l’annullamento immediato delle modifiche d’orario introdotte per “mascherare” i ritardi: se il servizio è inadeguato, i disservizi devono emergere nei dati ufficiali, perché i pendolari li subiscono quotidianamente e solo così è possibile pretendere responsabilità e interventi concreti da parte di Trenitalia e RFI”.

Enrico RAGGIO