Riceviamo e pubblichiamo – Archiviati i “pettegolezzi” sul mio conto, di cui ciascuno singolarmente se ne assume titolo, archiviate le elezioni, è giunto il momento di una vera e serena riflessione.
Domanda: chi ha vinto le elezioni a Ladispoli? A mio modesto parere il PD e vi spiego perché. Se facciamo riferimento ai dati delle ultime politiche, a Ladispoli, il M5S aveva raggiunto il 32% circa di consensi, mentre il PD si aggirava attorno al 19%; alle recenti europee, il M5S il 31 %, perdendo circa 2.000 voti che ha guadagnato il Partito democratico passando al 30%. Non commento i risultati del centro-destra, sotto gli occhi di tutti, una disfatta su tutto il litorale laziale. Di recente, in un articolo di fine aprile, comparso sui quotidiani locali, mi sono manifestato simpatizzante M5S (avendo già partecipato a diverse riunioni allargate e ristrette). Rivolgo ai rappresentanti locali (?) la riflessione che segue. Mi sono avvicinato per collaborare alla crescita di un Movimento in cui credevo fosse vero “uno vale uno”. A livello nazionale il Movimento si stà interrogando sui motivi della propria disfatta. Da quello che ho compreso, sostenuto anche dal suo ideatore, per una totale mancanza di dirigenza a tutti i livelli.
Non condivido con Grillo l’alleanza con Farage, un’estremista di destra. Preferirei un Movimento 5 stelle accanto ai Verdi. A livello locale mi sono immediatamente posto la stessa questione sin dal mio avvicinamento e ho potuto costatare che in questo “gruppo” di rappresentanti locali c’è una totale assenza di una squadra di “governo” pronta a porsi come alternativa. Non ci si può improvvisare “alternativa” basando le proprie capacità politico-amministrative solo facendo ricorso ai militanti, giustamente arrabbiati per la situazione sociale, senza, però, alcuna preparazione per affrontare, nel futuro, la gestione di una macchina amministrativa complessa come il nostro comune. Ho chiesto più volte di lavorare su tematiche che riguardano la città: sono sei mesi che mi viene risposto di partecipare ai tavoli tematici. L’unico tavolo che ho visto è quello sotto il gazebo in piazza. Si preferisce contrapporre alla critica di un simpatizzante il giudizio dell’altro (uno vale uno?): a mio parere, questo non è il giusto modo per gestire un confronto civile: non si possono raccogliere “pettegolezzi”, espressi magari da chi mi contesta politicamente, e usarli come metodo per la gestione del gruppo di lavoro.
Appena mi sono avvicinato, ribadisco da semplice simpatizzante, vengo inserito, però, a mia insaputa, in un gruppo Fb “attivi”: mai chiesto di essere attivista, semmai ho chiesto di lavorare su temi specifici come quello della legalità e della trasparenza, infatti, nel mio articolo del 4/14 (leggi), scrissi che avrei lavorato per aiutare il Movimento a produrre una squadra, alternativa all’attuale governo, composta da giovani e non da “tromboni trombati”. Ribadisco, con fermezza, che non ho mai avuto alcuna velleità di candidarmi. Lo feci alle comunali del 2012, su insistenza dell’Avv. Agaro, per coprire “buchi di lista”: mancavano i candidati e quella lista fu, infatti, chiusa a 14 e non a 16.
Per governare un comune delle dimensioni del nostro ed affrontare i numerosi problemi della città ci vogliono circa 40 persone preparate a farlo. Non basta urlare, non basta parlare di green economy o genericamente e sempre di tematiche nazionali: ci vuole una squadra e un programma credibili che riguardi il territorio. Il mio modesto pensiero lo rivolgo a tutti quei “simpatizzanti” come me, che la pensano come me, di fare attenzione a considerare una percentuale conquistata alle europee (anche con il mio voto, dei miei familiari e degli amici che si sono recati responsabilmente alle urne) come se si trattasse di elezioni comunali. A livello locale tutto cambia, c’è bisogno di essere conosciuti e radicati sul territorio con attività svolte a favore dei cittadini, non basta urlare! Non posso credere che un Movimento che ha il 20% nazionale dei consensi dell’elettorato possa fare simili errori di valutazione.
Essere alternativi all’attuale amministrazione significa, ribadisco, avere una squadra di giovani in gamba e preparati nella gestione della Res Publica. Vedo giovani nel Partito Democratico in grado di esprimere una nuova dirigenza alternativa al loro stesso passato, con le carte in regola a rinnovarsi ancora una volta e sostituire l’attuale dirigenza che amministra questa città, ormai prigioniera nell’immobilismo (recentissimo l’articolo del Sindaco che finge di sollecitare un rilancio dell’azione di governo, ce l’auguriamo per la città!) e degli inciuci. Forse anche a livello locale ci vorrebbe una “Renzaniata”: a buon intenditor. Il Dott. Paliotta, attuale Sindaco della città di Ladispoli è espressione (Bersani ne volle la conferma al secondo mandato) di un Partito Democratico di cui non v’è più traccia né nel governo e né del partito nazionale.
Se la situazione del Movimento 5 Stelle locale (perché a livello nazionale, forse qualcosa sta cambiando) rimane a questo livello, dove esistono solo tribunali (inventati) esclusivamente per valutare “pettegolezzi”, preferisco, allora, “congelare” la mia espressione dell’aprile 2014 e, quindi, la mia disponibilità a continuare a collaborare.
Se è vero che “uno vale uno”, bisogna avere il coraggio di accettare le critiche di quel simpatizzante, con a seguito persone per bene, che si era offerto di collaborare alla crescita del Movimento. È arrivato il bel tempo, consiglio tutti di recarsi al mare e di dedicare il proprio tempo alla famiglia e allo svago… è tempo di ferie… rilassarsi giova alla salute.
Giuseppe Corbo
“Un cittadino qualunque… un libero pensatore”

