Civitavecchia è malata di videopoker. È quanto emerge da uno studio effettuato da gruppo editoriale Gedi (che detiene testate come la Repubblica, la Stampa, Radio DeeJay o Radio Capital e che fa capo a Marco De Benedetti) sui numeri forniti dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS), organo del Ministero dell’Economia e delle Finanze addetto alla gestione del gioco pubblico, oltre che dei tabacchi lavorati e relativi al 2017. Il quadro che emerge preoccupa.
Ciò che esce è una tabella che racconta come si gioca, a cosa si gioca, quanto e le relative vincite. I calcoli, effettuati su una popolazione di 52.671 abitanti con reddito pro capite medio di 20.327 euro, sottolineano come la media di spesa per i giochi sia di 1.638 euro che fanno piazzare la città al 689 posto su 7.954 comuni italiani. Più nel dettaglio, sono stati giocati 86,29 milioni di euro, che hanno generato vincite per 66,17 milioni. Di questi, 29,4 milioni sono stati riscossi al videopoker. Invece 18,5 milioni arrivano dalle slot machine ed ecco che il profilo comincia a delinearsi: sono questi due giochi a calamitare l’attenzione. Tanto che quasi 34 milioni di euro sono finiti nei poker elettronici mentre 26 milioni e mezzo nelle macchinette a leva. Tanto, se non troppo, considerando che le lotterie istantanee – pur occupando il terzo gradino del podio – hanno mosso un volume di giocate pari ad appena 9 milioni di euro. Ancora più staccati il Lotto, il betting sportivo, SuperEnalotto e Bingo. Un ultimo dato evidenzia come il numero di apparecchi sia leggermente diminuito, passando da 466 nel 2016 ai 423 nel 2017. Soltanto che è aumentato il montepremi delle vincite salendo da 59milioni e mezzo a 60,1 milioni. Quindi, più vincite equivale a più giocate visto che i due parametri sono proporzionali. E soprattutto sono aumentate le giocate su un numero inferiore di macchinette.
Ale.Val.
