Civitavecchia: l'Istituto Melone incontra la moda • Terzo Binario News

Civitavecchia: l’Istituto Melone incontra la moda

Feb 12, 2014 | Civitavecchia, Cultura

Per darci informazioni sul tipo di scuole superiori che esistono, il 3 febbraio, invece di raccontarci in classe cos’è l’Istituto Tecnico “Calamatta” di Civitavecchia, la simpatica, gentile ed elegante professoressa Santacroce è venuta alla “Melone”, insieme ad Alessandro e Azzurra (due suoi studenti dell’ultimo anno), per “mostrarci” in sala teatro la sua disciplina: la moda, aprendoci un mondo affascinante e magico, che ci riguarda molto da vicino. La moda è a metà tra l’arte e l’artigianato, ci ha detto la professoressa, e quando pensiamo ad un nuovo abito, al suo stile e poi trascriviamo su carta le nostre idee, stiamo lavorando per una vera e propria forma di arte. Invece quando dobbiamo realizzare il nostro schizzo sulla stoffa, dobbiamo lavorare con le mani e ciò chiede molta manualità, per questo è anche una vera e propria forma di artigianato. Ovviamente non è facile essere stilisti o sarti, occorre creatività e fantasia in abbondanza, tanta voglia di fare, manualità ed esperienza, conoscenza dei tessuti, ma anche studio di matematica, tecnica, storia e inglese.moda2 Ad esempio, se si lavora per un film, bisogna conoscere perfettamente i tipi di abbigliamenti in uso all’epoca! Da questa scuola escono non solo stilisti, ricamatori e modelli, ma anche fotografi e giornalisti di moda. Una volta tirate fuori le idee e creati i modelli, i ragazzi scendono in laboratorio e realizzano realmente i loro capi, in seguito queste nuove creazioni vengono mostrate durante una sfilata della scuola dove altri ragazzi fotografano e altri scrivono articoli relativi alle nuove idee. In pratica i loro “compiti” sono il mestiere che svolgeranno fra pochi anni. La professoressa Santacroce ci ha sottolineato che l’Italia non deve perdere una delle sue punte di eccellenza come è la moda (solo la Francia in qualche modo ci si avvicina), ma questa ha bisogno di nuovi professionisti per mantenere il primato mondiale che ha l’Italia, soprattutto per le calzature (che il mondo intero ci invidia). Abbiamo quindi visto un video che riguardava la moda del novecento attraverso il quale veniva messa in evidenza la grande differenza nell’abbigliamento di quell’epoca e quello dei nostri giorni. Poi la professoressa ha passato la parola agli studenti del quinto anno, ovvero Azzurra e Alessandro, perché dovevano essere loro ad attirare la nostra attenzione in modo da poterci raccontare la loro esperienza diretta. Nelle due ore di presenza a scuola i due studenti del “Calamatta” ci hanno mostrato praticamente qual è il percorso da seguire per confezionare una gonna ispirata agli anni ‘50 e due di noi sono stati chiamati come “apprendisti” per aiutarli nella realizzazione. Come prima cosa Azzurra ci ha fatto vedere dal vivo come riusciva a disegnare una ragazza con una gonna in modo decisamente perfetto da farla sembrare quasi vera. Ha realizzato il disegno della gonna, rappresentando anche il tipo di stoffa con tutti i dettagli tecnici utili per il sarto. Poi Alessandro ha preso la misura del bacino di Azzurra in modo tale da realizzare una vera e propria gonna a mezza ruota. Quindi noi abbiamo portato lo schizzo sulla “carta da disegno” creando così il modello. In seguito, dopo aver scelto la giusta stoffa, abbiamo appoggiato il modello su di essa e, lasciando 2 cm ai lati, 1 cm sulla vita e 4 sulla base della gonna per gli orli e le cuciture, l’abbiamo tagliata. Il tempo purtroppo non era molto, perciò non l’abbiamo potuta cucire, ma Alessandro ha tirato fuori la gonna, già completata il pomeriggio precedente, e per finire abbiamo scelto gli accessori come la borsa e gli orecchini. Ovviamente il tutto si è concluso con una sfilata: Azzurra ha indossato la gonna realizzata, i giusti accessori scelti da noi ed ha sfilato con eleganza sulla scalinata. È stata un’esperienza unica, ci siamo divertiti, ma allo stesso tempo abbiamo appreso nozioni importanti, particolari e utili. Devo ammettere che sono rimasto sorpreso quando ho visto quelle meraviglie esposte sul tavolo e, anche se non ho intenzione di intraprendere questo tipo di studio, ritengo che sia stato interessante vedere con quale entusiasmo questi ragazzi abbiano realizzato quei disegni e sopratutto come siano stati molto disponibili a raccontarci la loro esperienza. Ad Azzurra ed Alessandro auguriamo che prendano un ottimo voto alla maturità e che possano diventare i “Valentino” o “Armani” di domani.
Emanuele Spada e Martina Simonini III M