Città metropolitana, domenica le votazioni. Nessun allarmismo se non trovate le schede elettorali perché, chiamati al voto, saranno 1.685 persone tra sindaci e consiglieri comunali.
Oggetto della votazione sarà la scelta di 24 membri che andranno a formare il Consiglio della Città Metropolitana.
Sindaco, di diritto, sarà Ignazio Marino il quale, tra i 24 consiglieri, sceglierà un vice, reale guida del nuovo organismo.
Le liste presentate sono sei: Pd, Forza Italia, M5S, Dalle Città (capolista Gemma Azuni di Sel), Territorio e Partecipazione (capolista di Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia) e Ncd.
Difficoltoso sarà il conteggio delle preferenze in quanto il voto è ponderato, ossia avrà un peso proporzionato al numero degli abitanti del Comune di cui il votante è consigliere.
Automaticamente tutti i dipendenti della Provincia di Roma passeranno alla Città Metropolitana.
Rimane l’azione di Citavecchia, dove il Consiglio Comunale ha votato un documento per staccarsi dalla Città Metropolitana di Roma e passare alla Provincia di Viterbo (LEGGI ARTICOLO)
A Bracciano il Sindaco Sala promuove un referendum consultivo. (LEGGI ARTICOLO)
Stessa sorte per Manziana dove il Consiglio Comunale ha cercato il parere cittadino per ipotizzare l’uscita dall’Area Metropolitana. (LEGGI ARTICOLO)
COSA SONO LE CITTÀ METROPOLITANE – Il disegno di legge della riorganizzazione delle Province, avvia il processo di trasformazione di tutte le 86 province, che smettono di avere organi eletti direttamente e assumono la veste di associazioni di comuni, in cui i sindaci si riuniscono per decidere come svolgere congiuntamente le funzioni attribuite alla provincia e assicurare ai cittadini i servizi di area vasta che i singoli comuni non potrebbero fornire per motivi dimensionali o economici.
Il disegno di legge individua dieci province che, attraverso una precisa tabella di marcia, dal 1° gennaio 2015 lasceranno il posto alle città metropolitane: si tratta di Roma Capitale (che avrà un ordinamento a se stante), Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e ReggioCalabria (quest’ultima nascerà successivamente a causa dell’attuale commissariamento del Comune). Questi nuovi “enti territoriali di area vasta”,ispirati alle migliori esperienze amministrative a livello europeo e internazionale (si vedano i casi di Londra, Amsterdam, Barcellona, Monaco), nascono per rispondere ai problemi di una realtà territoriale oggettivamente più complessa delle altre intervenendo sullo sviluppo economico,sui flussi di merci e persone,sulla pianificazione territoriale.
Il territorio della città metropolitana coinciderà con quello della provincia omonima. E’ previsto un procedimento di adesione alla Città metropolitana per il passaggio di singoli comuni da una provincia limitrofa alla città metropolitana (o viceversa). Il procedimento si conclude con
l’approvazione di una legge statale.
Gli organi delle città metropolitane saranno:
‐ il sindaco metropolitano, che è il sindaco del comune capoluogo;
‐ il consiglio (organo di indirizzo e controllo, approva regolamenti, piani, programmi e approva o adotta ogni altro atto ad esso sottoposto dal sindaco metropolitano);
‐ la conferenza metropolitana, composta dal sindaco metropolitano e dai sindaci dei comuni della città metropolitana.