Cinquanta lavoratori in "nero" in una palestra di Pomezia • Terzo Binario News

Cinquanta lavoratori in “nero” in una palestra di Pomezia

Mag 3, 2021 | Cronaca, Guardia di Finanza

Indagine della Guardia di Finanza

Erano impiegati “in nero” i 50 addetti di una palestra di Pomezia individuati dai
Finanzieri del Comando Provinciale di Roma a seguito di indagini su una
concessionaria di autovetture del posto avviata al fallimento dopo aver
accumulato oltre 25 milioni di euro di debiti verso il Fisco.

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri e il coordinamento
del II Gruppo di Ostia, le Fiamme Gialle della Compagnia pometina hanno
appurato che, per sottrarsi al pagamento delle imposte, il titolare della rivendita
di autovetture aveva prelevato dai conti correnti della società oltre un milione di
euro, sia in contanti, sia mediante bonifici disposti a favore di una palestra a lui
stesso riconducibile.

Gli accertamenti, estesi anche alla struttura sportiva, hanno permesso di
riscontrare, oltre alla mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali, l’impiego,
in difetto di qualsivoglia comunicazione al sistema informativo del Ministero del
Lavoro e delle Politiche Sociali, di receptionist, addetti di sala, istruttori, addetti
alle pulizie, impiegati di segreteria ed esperti di marketing e di social
communication.
L’amministratore della società che gestisce la palestra, oltre ad essere stato
segnalato all’Ispettorato del Lavoro per l’impiego delle maestranze “in nero” con
l’irrogazione di una maxi-sanzione per euro 300mila, dovrà vedersela con
l’Agenzia delle Entrate, avendo occultato ricavi per oltre 350mila euro dal 2017
al 2019.

Gli elementi raccolti hanno permesso all’Autorità Giudiziaria veliterna di emettere
l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 3 persone – l’amministratore
di diritto della società, quello di fatto e un complice di quest’ultimo che si era
occupato dei prelevamenti dalla società poi “decotta” – indagati per i reati di
bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
L’operazione testimonia l’impegno della Guardia di Finanza a salvaguardia
dell’economia locale e nel contrasto delle condotte illecite che sottraggono introiti
all’Erario.