Canile Santa Marinella, atti smentiscono Minghella: Cerveteri e Ladispoli portano i cani altrove • Terzo Binario News

Canile Santa Marinella, atti smentiscono Minghella: Cerveteri e Ladispoli portano i cani altrove

Mar 31, 2017 | Cronaca, Santa Marinella

“Nel nostro canile vengono probabilmente ospitati anche i randagi dei comuni limitrofi: Civitavecchia, Ladispoli e Cerveteri”. Queste le parole di qualche giorno fa del consigliere comunale di Santa Marinella, Emanuele Minghella per cercare di spiegare cosa sta accadendo all’interno del canile comunale. Nei giorni scorsi, le volontarie che si occupano della gestione della struttura e della cura degli animali che essa ospita, avevano lanciato un SOS sui social per avviare una raccolta alimentare. Mancavano i fondi per comprare cibo da destinare agli animali. Per fortuna l’appello era stato accolto dai più che immediatamente si erano prodigati per accorrere in aiuto delle volontarie. Allo stesso tempo era stato chiamato in causa il Comune di Santa Marinella che non stava pagando qualche fattura arretrata, tanto da aver portato al ‘collasso’ la struttura. E il consigliere Minghella, interpellato, aveva spiegato cosa era accaduto puntando anche i riflettori sui comuni vicini che, non essendo dotate di un canile dove ospitare i propri randagi, probabilmente stavano usufruendo della struttura del comune santamarinellese.

Peccato però che Cerveteri e Ladispoli del canile di Furbara non abbiano mai usufruito. La città balneare più a sud di Santa Marinella infatti avrebbe sottoscritto da tempo ormai una convenzione con il Centro Cinofilo Caerite di Bracciano; mentre Cerveteri, seppur in un primo momento trasferiva i suoi randagi a Bracciano, da tempo invece ha deciso di affidarsi al canile Valle Grande di Roma. Entrambi i comuni del litorale comunque con i due canili di competenza (Bracciano per Ladispoli e Valle Grande per Cerveteri) hanno sottoscritto delle convenzioni. Dunque i soldi li versano eccome.

Le ‘inesattezze’ del consigliere Minghella, non sono però passate inosservate, non tanto ai comuni chiamati in causa quanto ai cittadini anche dei comuni limitrofi alla Perla del Tirreno. Quello dell’abbandono e della cura degli amici a quattro zampe è un tema molto sentito dai più, e i commenti sull’argomento non possono essere evitati.

“Un pò tutte le amministrazioni comunali del nostro territorio – ha scritto Vincenzo Vona, ex delegato alla tutela degli animali del comune di Ladispoli – si disinteressano o si interessano nel modo sbagliato del fenomeno del randagismo e delle conseguenze che ne derivano. Il recente caso del canile comunale di Santa Marinella ha evidenziato ancora una volta come la mancata opera di prevenzione e controllo incida negativamente sul fenomeno. Naturalmente i Comuni non sono i soli responsabili, anche la Asl e la Regione sono inadempienti rispetto alle normative regionali e nazionali. La legge quadro 281/91 definisce chiaramente competenze e responsabilità degli enti e delle Asl ma viene disattesa , anche grazie alle poco chiare leggi applicative regionali, in particolare riguardo alla prevenzione del randagismo”.

Per quanto riguarda poi il ‘caso’ balzato in questi giorni agli onori della cronaca, “si è parlato molto delle difficoltà del canile comunale di Santa Marinella per cui il volontariato si è attivato per una raccolta cibo in quanto i cani rischiavano il sostentamento. E’ emerso poi che il Comune ha “dimenticato” per diversi mesi di versare il dovuto alla gestione”.

Un canile, come ricorda Vona, da “anni gestito da un’associazione che riceve, seppur con ritardi inammissili, un contributo annuo che, da quanto è risultato è di circa 90mila euro, a fronte di una presenza media di 120 animali da accudire”. Numero che, però, in estate, purtroppo aumenta a causa degil ingenti abbandoni che si verificano. Una situazione che, comunque, per il nostro lettore deve portare a tre considerazioni sostanziali: “Il Comune ha il dovere di rispettare gli impegni, in particolare quando si tratta della vita di animali senzienti dei quali è per legge responsabile. Il Comune partecipa al mantenimento e la cura dei SUOI animali con 2,5 euro giornalieri per ciascun animale.

Questa cifra corrisponde alla metà di quanto viene mediamente corrisposto nelle convenzioni tra comuni e gestori dei canili sia pubblici che privati.

Nonostante i ritardi dei pagamenti, la gestione, seppur con grossi sacrifici, garantisce comunque il benessere degli animali ospitati . Ciò è evidentemente possibile solo grazie al lavoro volontario e a contributi dei sostenitori. La presenza di 120 cani in canile per un comune con meno di 20.000 abitanti rappresenta un’anomalia nel territorio. Si consideri che Cerveteri e Ladispoli, con una popolazione doppia, hanno in canile rispettivamente 50 e 10 animali. E’ evidente che o sono troppi i cani che entrano in canile o sono pochi quelli che escono. Nel primo caso la causa può essere riconducibile solo alla totale assenza di attività di prevenzione; Nel secondo caso a una carenza di attività per favorire le adozioni”.

Su quest’ultimo tema, per quanto riguarda Cerveteri è ben noto, che con una delibera di giunta, l’amministrazione ha stanziato anche dei fondi a chi decide di adottare un cucciolo abbandonato. E Santa Marinella? “L’assessore Minghella – prosegue l’ex delegato – ha parlato di incentivi all’adozione consistenti in sgravi sulle tasse comunali, questo però limiterebbe l’accesso all’incentivo ai soli contribuenti del comune. Va invece presa in considerazione la possibilità di incentivi che garantiscano all’adottante di cani anziani o disabili le cure veterinarie, coinvolgendo sia la sanità pubblica che quella privata”.

Quella poi di trasformare il canile di Furbara in un canile comprensoriale che dunque potrebbe essere utilizzato anche dai comuni limitrofi, in sinergia con Santa Marinella, non appare una cattiva idea: “Speriamo vada in porto e che si faccia un regolare bando per l’affido della gestione”.