Uno degli incontri più difficili e sanguinosi –nel senso più stretto del termine –per Emiliano Marsili che batte ai punti il pugile ispano-peruviano Frank Urquiaga (con decisione non unanime) ma che pone degli interrogativi al Tizzo sul suo futuro.
Al PalaDeAngelis di Santa Marinella il civitavecchiese si è aggiudicato la cintura dei pesi leggeri dell’Unione Europea ma l’incontro si è deciso sul filo dei pugni e un pari forse sarebbe stato un risultato più equo.
Nella riunione organizzata dalla Opi Since ‘82 della famiglia Cherchi con l’amministrazione della Perla presente al completo, il palasport di via delle Colonie è gremito e rumoroso.
Nella prima fase match, il Tizzo gioca di scherma, terreno a lui congeniale. Tocca spesso con il jab destro e il pugile di Barcellona è in difficoltà.
Il civitavecchiese è in controllo finché Urquiaga non approfitta di una distrazione e Marsili finisce a terra contato, colpito da un diretto destro («mi si è rotta una scarpa che Mario Massai mi ha riparato con del nastro» ha detto il Tizzo). Urquiaga cerca di chiudere ma Marsili riesce a tenere botta, ritirandosi in difesa all’angolo
. Dalla quinta ripresa il civitavecchiese riprende le misure, colpendo l’avversario con combinazioni efficaci e lo stesso accade nel round successivo. Anzi, il sinistro di Emiliano è talmente efficace da procurare una ferita sotto l’occhio destro di Urquiaga. Marsili stesso viene ferito da una testata sotto lo zigomo sinistro e le ultime riprese sono entusiasmanti. Urquiaga capisce di essere sotto e si getta all’attacco e Marsili trova varchi che prima non c’erano. Mobilità e tempismo creano divario e nell’ultimo round Urquiaga colpisce con una testata la fronte di Emiliano. Sangue a fiumi e viso di Marsili coperto di sangue. Alla cieca, lavora di esperienza e chiude l’incontro con un diretto sinistro chirurgico. I giudici decretano vincitore il Tizzo con il punteggio di 115-113, 112-115, 115-112 con Urquiaga che non la prende benissimo, pensando di meritare lui la corona.
«Che Urquiaga fosse un buon pugile lo sapevo – afferma Marsili, ieri mattina suturato con dei punti alla fronte e allo zigom – e ho avuto il merito di crederci, tirando fuori gli attributi. Nelle ultime ore alcuni problemi mi hanno distratto, motivo per cui non ero al massimo. È stato un match equilibrato e ho vinto aiutato dal pubblico splendido del palaDeAngelis. Il sangue sulla fronte non mi faceva vedere e a quel punto ho davvero “fatto a cazzotti”». Poi il bilanci finale e il futuro: «Ringrazio Tidei per l’ospitalità, la Regione e le piccole imprese come la Fabbi e la mia Cpc. Massai, Gino Lauro, Gesumino Aglioti, la Opi. Ritirarmi? È una possibilità, se non c’è più niente da fare. Smetterei da imbattuto, a quasi 46 anni devo capire se ne vale ancora la pena» conclude il Tizzo.
