“Negli ultimi mesi attorno al progetto dell’impianto di produzione di biometano in località Monna Felicita, proposto dalla società Ambyenta Lazio, si è generata una narrazione confusa e spesso parziale. È doveroso, invece, ricostruire i fatti in modo chiaro e sintetico.
L’impianto prevede la digestione anaerobica della FORSU per la produzione di biometano e compost. Nel 2022 il progetto ha ottenuto, nell’ambito del PAUR (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale), tutti i titoli necessari: VIA, AIA e Autorizzazione Unica. Il PAUR è stato rilasciato con determinazione regionale del 25 novembre 2022, con efficacia quinquennale.
Il Comune di Civitavecchia ha impugnato VIA, AIA e PAUR. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili dal TAR Lazio e successivamente respinti dal Consiglio di Stato nel dicembre 2025, chiudendo quella fase del contenzioso.
Il nodo attuale riguarda la proroga dei termini di inizio e fine lavori, prevista dalla normativa emergenziale che ha introdotto una proroga automatica di 36 mesi per diverse autorizzazioni.
Su questo punto si registra una divergenza istituzionale significativa.
La Città Metropolitana di Roma Capitale ha riconosciuto la proroga automatica dell’Autorizzazione Unica, fissando l’inizio lavori al 25 novembre 2028.
La Regione Lazio, invece, ha ritenuto che tale proroga non si estenda automaticamente al PAUR, confermandone l’efficacia fino al 9 dicembre 2027 e richiedendo, per eventuali estensioni, una specifica istanza corredata da documentazione aggiornata.
Contro questa posizione regionale, Ambyenta ha promosso un nuovo ricorso al TAR Lazio, sostenendo che la proroga di 36 mesi si applichi automaticamente anche a PAUR, VIA e AIA e che non sia necessaria una nuova istruttoria ambientale.
È su questo specifico profilo che oggi si gioca la partita amministrativa e giuridica.
Alla luce di tale quadro, riteniamo che il Comune di Civitavecchia abbia pieno titolo e legittimazione a costituirsi nel giudizio promosso da Ambyenta contro la Regione, sostenendo la tesi di quest’ultima.
Un intervento coerente in sede processuale è il naturale complemento delle dichiarazioni pubbliche di contrarietà all’impianto espresse nelle assemblee cittadine.
Se si afferma una posizione politica, occorre tradurla in atti amministrativi conseguenti.
Dopo anni di pressione ambientale e industriale, il territorio di Civitavecchia merita chiarezza, coerenza e responsabilità istituzionale. Per questo chiediamo che il Comune si costituisca nel giudizio pendente, ove non lo abbia già fatto, aderendo alla posizione della Regione e contestando formalmente la richiesta di proroga avanzata da Ambyenta.
Solo così si tutela davvero il territorio”.
I Consiglieri Comunali del Polo Democratico/Lista Grasso
Mirko Mecozzi
Nora Costantini
