“Sconcertante e inaccettabile apprendere dalla sentenza del Consiglio di Stato che, secondo i giudici Acea Ato2 Spa è una società a integrale partecipazione pubblica”. Tuonano così il sindaco di Civitavecchia Antonio Cozzolino e l’assessore all’Ambiente Alessandro Manuedda alla decisione del Consiglio di Stato di bocciare il ricorso presentato dai comuni del comprensorio contro la decisione della Regione Lazio di cedere il servizio idrico alla Spa. “Si tratta – hanno proseguito i due esponenti del Pincio – di un’affermazione oggettivamente infondata che ignora clamorosamente la presenza del 49% di capitali privati all’interno della società controllante Acea Spa e, di conseguenza, la reale natura di Acea Ato2 Spa quale soggetto che opera sul mercato con ovvie finalità di profitto e che, però, anche grazie a quest’ultima sentenza, si troverebbe ad avere in affidamento diretto la gestione del servizio idrico anche in quei comuni, come il nostro, che ancora non era riuscita a risucchiare”.
Il primo cittadino e il suo Assessore all’Ambiente tornano poi a puntare i riflettori su quel Referendum popolare che nel 2011 lanciò un messaggio forte e chiaro: l’acqua deve restare pubblica. “Da allora – hanno sottolineato – è iniziata una capillare opera di demolizione di quello straordinario successo referendario da parte del Governo nazionale e, nel nostro caso, della Regione Lazio che, con l’amministrazione Zingaretti, ha prima approvato e poi lasciato ad ammuffire, lettera morta, la Legge n. 5 del 2014 ‘Tutela, governo e gestione pubblica delle acque’, nata dall’iniziativa dei comitati e dei Comuni per l’Acqua Pubblica. La sentenza pubblicata ieri, per i riferimenti normativi in essa contenuti, è indubbiamente figlia dell’ostinazione con la quale il Legislatore, ai vari livelli, ha voluto stracciare l’esito del Referendum, aprendo definitivamente la strada alla trasformazione di Acea in un mostro a più teste destinato a dominare nell’Italia centrale. Ora avvieremo un confronto in maggioranza e con il Movimento 5 Stelle regionale e nazionale per verificare quali potranno essere i prossimi passi e, già questa mattina – hanno concluso Cozzolino e Manuedda – abbiamo attivato i contatti con gli altri Comuni che insieme a noi hanno iniziato questa battaglia legale perché ci teniamo ad analizzare anche con loro e con Movimenti per l’Acqua Pubblica gli effetti della decisione del Consiglio di Stato”.
