Questa volta la parola fine per l’ecodistretto da realizzarsi presso il sito di Cupinoro dovrebbe essere giunta senza necessità di ulteriori smentite.
E’ infatti arrivata la richiesta del nuovo amministratore unico della Bracciano Ambiente, Avv. Silvia Fiori, per l’annullamento dell’ennesima gara d’appalto per la realizzazione di impiantistica per il trattamento rifiuti presso la discarica.
Dopo due gare deserte ne era stata infatti bandita una terza lo scorso primo agosto, a 3 giorni dal passaggio di consegna tra Marchesi e la Fiori. Una gara poi pubblicata il 5 agosto che era una vera e propria fotocopia della precedente a meno dell’importo di royalties richieste alle ditte partecipati.
Le royalties rappresentavano la quota che l’aggiudicataria dell’appalto doveva fornire alla Bracciano Ambiente annualmente, in cambio della concessione ventennale del sito e dell’impiantistica.
Dagli importi emerge che dagli 1,7 milioni l’anno della prima gara si era scesi a 1 milione nella seconda ed ora era in atto una vera e propria svendita. L’importo infatti richiesto con questa gara era sceso addirittura a 600.000 euro, un terzo dell’importo iniziale. Ci si chiede come questa cifra esigua sarebbe poi basta a chiudere i buchi della società. Il rischio sarebbe stato a questo punto creare gli impianti tenendo aperto Cupinoro e come contropartita pochi soldi non necessari a coprire i debiti.
L’avv. Fiori nel fare la sua segnalazione avrebbe recepito sia l’intenzione della nuova amministrazione del Comune di Bracciano, socio unico della società, sia delle indicazioni che in questo mese sono giunte dall’ufficio del controllo analogo.
Nella lettera inviata al Direttore Generale, Andrea Riccioni, si segnala anche l’anomalo comportamento dell’ex amministratore unico Marchesi, il quale, dopo aver presentato richiesta di dimissioni lo scorso 25 maggio, avrebbe proseguito nell’operare attivamente in chiaro contrasto con le indicazioni del socio unico della Bracciano Ambiente.
Si prevede nei prossimi mesi una dura battaglia proprio tra il Comune e l’Avv. Marchesi. L’amministrazione comunale sembra infatti intenzionata ad andare fino in fondo nella ricerca delle responsabilità che hanno portato la Bracciano Ambiente sull’orlo del fallimento.
