Il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci affonda il colpo contro Unità Democratica, che da inizio anno ha messo in atto una serie di iniziative disastrose (ha dovuto per tre volte ritrattare nei confronti di Zingaretti, Patané e Di Stefano).
Lo fa avendo gioco facile nei confronti di un gruppo, quello di Unità Democratica, che attualmente sarebbe stato isolato anche dagli stessi democratici per i loro modi concentrati più sul discredito delle persone che non sui temi di interesse pubblico.
“Il gruppo Unità Democratica, al quale sembrano appartenere Sergio Marini, Juri Marini (appartenenza poi smentita), Vittoria Marini, Maurizio Falconi e il Consigliere Aldo De Angelis, il 3 marzo ha diffuso l’ennesimo comunicato di attacco alla nostra Amministrazione diffamante e pieno di menzogne.
Nelle ore successive l’attuale Commissario del Circolo del PD Marco Catalini ha preso pubblicamente le distanze da questo gesto condannandolo con queste parole: “come commissario del circolo del Partito Democratico di Cerveteri ed a nome della Federazione Provinciale che ivi rappresento, censuro inequivocabilmente questo tipo di iniziative volte al solo discredito personale, che in alcun modo appartengono alla nostra cultura politica.”” scrive sulla sua pagina Facebook il sindaco Pascucci.
Nel frattempo a Cerveteri continua la tipica pratica del gruppo Facebook anonimo per diffondere messaggi di attacco. L’ultimo in ordine temporale sarebbe dedicato al tema cimiteri, ma scorrendo la bacheca sembra che questo sia più incentrato sulle vicende Pd che non al tema importante, sul quale i consiglieri Pd Travaglia e Ferri hanno già dichiarato che daranno battaglia.
Il gioco sui social sarebbe però ormai logoro. Il gruppo infatti non riesce a decollare, ancor meno di quelli che nei mesi scorsi provarono a costruire masse scioltesi al sole alla prova della piazza. Solo 25 le adesioni tra cui i curiosi giornalisti. Al gruppo è stata poi associata una petizione on line sulla piattaforma Change.org alla quale hanno aderito solamente 8 persone.
Un sintomo importante di come la politica cerveterana dopo anni di spostamento sui social network potrebbe invece tornare all’interno delle sedi candidate.
