Nasce Sinistra Italiana: pronto un gruppo alla Camera con 31 deputati. Assente Civati: errore fare un partito, Possibile parte dal basso e non da un platea politicizzata • Terzo Binario News

Nasce Sinistra Italiana: pronto un gruppo alla Camera con 31 deputati. Assente Civati: errore fare un partito, Possibile parte dal basso e non da un platea politicizzata

Nov 8, 2015 | Politica, Roma

2015110701731804619La nuova cosa rossa si chiama Sinistra Italiana, colore bianco su sfondo arancione e un acronimo referendario, “Si”, che incarna le caratteristiche del manifesto programmatico. Nel pantheon di riferimento non mancano Berlinguer e Ingrao, e il nobel Stiglitz ha il ruolo di consulente economico. Ci si chiama “compagni” e si canta “Bella ciao” e anche se il colore rosso non è predominante, tutto dice che siamo a sinistra. Forse non più duri e puri, come un tempo, ma pur sempre a sinistra.
Segno distintivo dell’operazione politica di Vendola, Fassina &co è la nascita dei gruppi parlamentari, alla Camera saranno 31 i deputati (25 Sel più 6 ex Pd) alfieri della nascita del nuovo partito della sinistra.

Il premier Renzi ha definito l’operazione come un “delirio onirico” e Lorenzo Guerini aggiunge che “fuori dal Pd non c’è spazio per una sinistra di governo”. Ma è proprio questo l’obiettivo politico di Sinistra Italiana, bloccare il progetto renziano di “cancellare la sinistra” e sfilare al Pd tutti gli esponenti che sono a disagio, a partire da Bersani.
A sentire gli organizzatori, sono tremila le persone che affollano la platea e i palchi del Teatro Quirino a Roma, e anche la strada antistante al teatro è gremita di curiosi che hanno dato vita ad un’ulteriore assemblea. Arrivano da tutta Italia e vivono il percorso costituente avviato con la nascita dei gruppi parlamentari come “l’ultima occasione”.
Vendola è assente per gravi problemi familiari, ma in un messaggio afferma che “abbiamo il dovere di provarci”. Ma l’unità della sinistra italiana appare un obiettivo politico ancora molto lontano. E già dal primo giorno ci sono state le prime divisioni e i primi distinguo.  Fa rumore l’assenza di Pippo Civati, che non aderisce al gruppo e, anzi, si prepara a costituire una sua componente autonoma ‘scippando’ a Sinistra italiana uno dei 31, l’ex grillino Adriano Zaccagnini. E’ presente l’ex M5S Francesco Campanella, che pero’ rinvia a data da definire la formazione di Sinistra italiana anche al Senato.
Presenti anche Cesare Salvi, Fabio Mussi, Luca Casarini, Pietro Folena e Valentino Parlato. Insomma, non proprio il nuovo che avanza. E se ci sono tanti dirigenti sindacali, è assente Sergio Landini che ad ogni modo figurava tra gli invitati.  Sergio Cofferati ricorda che serviranno “generosita’ e pazienza”, per far si’ che a gennaio parta quel processo costituente cui insieme si sta provando a lavorare. “Una forza larga, patriottica, popolare. Senza leaderismi. Non una sinistra di testimonianza, che farebbe il gioco della nazione”, sintetizza D’Attorre. Ci sono praterie a sinistra, assicurano. “Chiamateci pure Cosa rossa – dichiara il capogruppo in pectore Arturo Scotto – ma allora chiamate il Pd Cosa bianca. E il M5S Cosa grigia. E Cosa nera la creatura di Berlusconi e Salvini”. Ma nei discorsi c’e’, per contrapposizione, soprattutto Renzi e la sinistra che non lascia il Pd. Alfredo D’Attorre denuncia: “Qui ci sono tanti iscritti al Pd e sara’ sempre di piu’ cosi’, per la radicale deriva renziana. Capisco il tormento di Bersani ma proseguire nel Pd e’ impossibile. Ricostruiamo – propone – il centrosinistra”. “Abbiamo una proposta di governo alternativa al liberismo da Happy days del segretario del Pd”, rivendica Stefano Fassina. Poi a Bersani dice: “Il gioco della destra lo fa chi fa la destra nel Pd”. Parole che provocano la reazione stizzita dei bersaniani: “E’ ingeneroso e ingiusto. Sarebbe inutile e dannosa una ‘guerra a sinistra’”, dice Federico Fornaro. “Non bisogna vedere l’avversario vicino a te: dovremo incontrarci se vogliamo vincere domani le amministrative e dopodomani le politiche”, avverte Gianni Cuperlo. Ma alle amministrative la sinistra, annuncia Fassina, andra’ da sola in molte citta’: Torino (con Giorgio Airaudo), Roma (ma senza Ignazio Marino), Napoli. A Milano, per ora si confermano le primarie, poi chissa’.
La replica di Renzi arriva in via indiretta pubblicando sul quotidiano il Foglio il discorso pronunciato martedi’ scorso ai gruppi Pd: “E’ un’operazione intrisa di ideologismo, non vinceranno mai. Anni di Pci insegnano che il velleitarismo e’ il nemico peggiore di chi ama la politica”. “Comunque Happy days era bellissimo. E divertente. Come deve essere la sinistra”, dice con una battuta Matteo Orfini. E Andrea Marcucci: “Speriamo che non vogliano riproporre la Corazzata Potemkin”.

Dicevamo dell’assenza di Pippo Civati, che pure nei mesi scorsi aveva rappresentato un esponente politico di rilievo per riempire quel tanto declamato “vuoto” a sinistra. Civati continua per la sua strada con il suo movimento “Possibile”, e lancia i primi distinguo all’operazione di Sinistra Italiana. “Mi è sembrata un’assemblea molto politicizzata, che parte dai delusi del Pd, mentre io voglio partire dal basso. Ormai c’è tutto un mondo che non è più politicizzato anche dal punto di vista generazionale”. Civati ricorda che “bisogna rivolgersi anche ai giovani, fare alleanze senza Pd e costruire il programma con lo sguardo largo di un movimento politico e non di un gruppo parlamentare”. Civati, quindi, non farà parte del nuovo gruppo parlamentare di Sinistra Italiana: “Non mi piace il metodo – dice – perché si tratta di un’operazione di vertice. Ma collaborerò con loro sempre con grande disponibilità. Ci tengo a ribadire, però, che quella platea non è la mia”.

Con Fassina e i vendoliani Civati è lontano per la definizione di popolo della sinistra. A guardare alla platea del Quirino, il popolo della sinistra è chi milita in un partito o in un sindacato, insomma, un ceto politico e “molto politicizzato”. E in questo ceto politico c’era molto “Pd in transito”, aggiunge Civati, forse alla ricerca di nuovi spazi politici. La sfida di Civati è diversa, è una sfida a generazioni di persone, a diversi tipi di elettori. Possibile è un movimento dal basso, Sinistra Italiana è un gruppo parlamentare che diventa un partito. “Per me è un errore – conclude Civati – io sto provando a costruire una sinistra che parta dalla società e si rivolga alla società”.