Aggressione al compagno di Veronica Diamilla. Solidarietà da tutto il mondo politico. Intervista alla consigliera comunale di Poggio Nativo • Terzo Binario News

Aggressione al compagno di Veronica Diamilla. Solidarietà da tutto il mondo politico. Intervista alla consigliera comunale di Poggio Nativo

Giu 15, 2015 | Cronaca, Politica, Roma

venorica

Dopo gli scontri in Aula nel Consiglio comunale di giorno 8 giugno a Poggio Nativo, Rieti,  abbiamo deciso di saperne di più, contattando direttamente la Consigliera comunale Veronica Diamilla. La capogruppo di minoranza che denuncia l’annosa vicenda della discarica, ha subito l’aggressione ai danni del suo compagno, a margine del Consiglio comunale.
Benvenuta Veronica,
Raccontaci la tua storia politica, come mai hai deciso di candidarti?
Faccio politica da quando ho 18 anni ed oggi milito nel Pd. Con un gruppo di ragazzi, stanchi di vedere Poggio Nativo, governata sempre dalla stessa classe dirigente, in cui il Sindaco, dopo 10 anni è diventato Assessore e viceversa, abbiamo deciso di candidarci con una lista civica, Lista Primavera. Siamo stati eletti in tre ed oltre me, due colleghi di 29 e 30 anni. Il nostro obiettivo era il rinnovamento della classe politica.

Hai capito subito che quest’esperienza non sarebbe stata facile?
Si, purtroppo sin dall’inizio abbiamo capito che c’erano dei legami particolarmente intrecciati tra l’amministrazione e alcuni imprenditori, tra cui la Ress srl e la Costruzioni srl, appartenenti entrambi della stessa famiglia. Una per gli affari edili e l’altra per la gestione dei rifiuti ed in particolare quelli inerti, provenienti dall’edilizia.
Da premettere che ho avuto difficoltà nel reperire la documentazione perché il Sindaco rimprovera quei dipendenti che, quasi sotto minaccia di un esposto per omissione, mi fanno avere la documentazione. Così ho scoperto un’autorizzazione alla Ress srl per un impianto che si occupa della gestione dei rifiuti. Accanto il Comune vuole costruirci un’isola ecologica e di compostaggio. In pratica vogliono stravolgere il paese, trasformando le zone agricole in zone industriali.
Siamo partiti dal Consiglio comunale e siamo arrivati in piazza con i comitati spontanei dei cittadini. Solo che non potendo avere accesso prima alla documentazione siamo arrivati tardi, l’8 gennaio la conferenza dei servizi e il 9 febbraio la delibera approvata in Consiglio comunale.
Poi è nato il movimento spontaneo dei cittadini con i paesi limitrofi, dell’Unioine Valle dell’olio e di agricoltori. Abbiamo portato 825 firme protocollate, tante se consideriamo che Poggio Nativo conta circa 2570 abitanti. E’ stato fatto un servizio al Tgr, tanta è stata la sommossa popolare, preoccupati per l’impatto paesaggistico e salutare degli stessi cittadini.

Il Consiglio comunale dell’8 giugno è stato descritto come un teatro di insulti, provocazioni e risse. Come lo ha vissuto?
Nel Consiglio comunale di lunedì scorso, si discuteva dell’isola ecologica e dell’impianto di compostaggio. Noi abbiamo contestato la mancata possibilità di acquistare terreni o di espropriare, per invece, provvedere all’affidamento di tale impianto in terreni di proprietà della Ress srl. Quindi il Comune dovrà spendere circa 192 mila euro di finanziamento regionale per affittare un terreno che tra 20 anni, magari, avrà un impianto che non sarà più nostro. Dopo il danno, la beffa.
Io ho solo esposto le irregolarità del bando della raccolta differenziata, ma i rappresentanti della Ress, che poi sono il padre ed il figlio, hanno continuamente interrotto il mio discorso. Allora io ho chiesto al Presidente del consiglio di farli allontanare, ma la mia richiesta è stata respinta.
Il culmine nell’utlimo punto all’odg. Ad una nostra richiesta di dimissioni per un Assessore denunciato dalla Guardia di Finanza, per truffa, peculato e falso in atto pubblico, si è scatenato l’inferno.

Come ha avuto inizio la bagarre? E come sta il suo compagno?
In pratica da dirmi: “Statte zitta”, sono passati a frasi volgare e a sfondo sessista, appellandomi in tutti modali immaginabili ed irripetibili.
Tra il pubblico era presente il mio compagno, che dapprima, intuendo la gravità della situazione, è sceso a chiamare i carabinieri, per poi risalire e chiedere lui stesso di abbassare i toni a chi mi insultava dal pubblico. Ne consegue una rissa. Hanno spinto il mio compagno giù dalle scale e lo hanno malmenato. Dopo l’intervento di altri presenti è stato portato al pronto soccorso per lesioni. Se la cavera’ con qualche giorno di prognosi, con una serie di lividi sul cranio e fortunatamente non gli hanno rotto un braccio, perché facendo il musicista avrebbe subito un grave danno. Io mi sono autotutelata portando tutta la documentazione al mio avvocato per la denuncia.

E com’è finita? Chi è intervenuto per placare gli animi?
Nessuno, soltanto dopo che il mio compagno era stato malmenato qualcuno del pubblico si è messo in mezzo. Dall’Amministrazione, Segretario generale e Polizia municipale, nessuno ha pensato di intervenire. Addirittura il Vice Sindaco, che poi è l’ex Sindaco decennale del Comune, alle mie richieste d’ aiuto ha risposto testualmente:
“Sono maggiorenni, l’importante è che se si ammazzano, lo facciano fuori di qua”.

Siete riusciti a documentare l’accaduto?
Si fortunatamente era presente Raffaella Di Claudio, del Messaggero, perché si stava occupando dall’impianto e immaginava che sarebbe stato un Consiglio Comunale particolare. Anche lei è stata vittima di insulti e minacce.

Sono stati molti gli attestati di solidarietà dalle forze politiche, in particolare Sel e Pd. Adesso quali saranno le prossime iniziative?
Si, ho ricevuto la solidarietà da tutti i partiti, in molti mi hanno chiesto di fare una grande manifestazione in nome della legalità per far conoscere meglio la vicenda. Io nel frattempo avevo già scritto al vice Prefetto Grieco, spiegando le difficoltà del mio mandato. Il comitato cittadino ha indetto una manifestazione per giorno 20 giugno, ma ancora aspettiamo l’autorizzazione da Comune, che nei nostri confronti riesce sempre a dimenticarsi di cosa sia la democrazia.