Ha fatto discutere il post del sito del Comitato per la Legalità pubblicato venerdì nel quale vengono elencati una serie di fatti che fanno pensare ad una parentopoli al comune di Ladispoli. Famiglie che vedrebbero più di un membro a libro paga del comune o comunque di società di cui il comune è proprietario. Un fatto che in sé non produce alcuna irregolarità dal punto di vista legale, ma che di certo non è digerito da molti cittadini, i quali vedono una cerchia ristretta di persone ricoprire buona parte degli incarichi lavorativi a disposizione.
La polemica è giunta ormai a toni aspri, al punto da arrivare alle minacce di querela. E’ quanto è avvenuto in queste ore sui social network, dove una delle persone tirate in ballo dal Comitato ha mal gradito la pubblica citazione, annunciando una denuncia ai Carabinieri che verrà forse depositata domani.
Oggi sempre il Comitato per la Legalità ha preso atto di questa reazione precisando che, nell’elencare i fatti, non c’era alcuna intenzione di diffamare qualcuno (leggi post dal titolo “Non è nostra intenzione diffamare e se abbiamo mentito diteci quando e dove e siamo pronti a scusarci”). Ma se da un lato il Comitato si dichiara pronto ad eventuali scuse, qualora le informazioni pubblicate siano errate, dall’altro chiede eventuali pubbliche rettifiche a quanto sostenuto in questi mesi. Il comunicato prosegue con l’elenco di fatti che vedrebbero legami tra assunti, assegnatari di servizi ed amministratori dell’attuale e della precedente amministrazione sempre targata Paliotta.
Scopriremo prossimamente se queste minacce si trasformeranno in atti concreti.
