QUATTRO GIORNI DEDICATI A SANTA MARINA E SANTA MARINELLA: Un viaggio epico tutto al femminile, alla scoperta delle origini della Santa compatrona, assieme a San Giuseppe, della Città di Santa Marinella: una “legenda” intrisa di coraggio,, amore materno e umiltà, che ne ha tramandato il nome nei millenni e l’incredibile testimonianza di fede attraverso civiltà e culture.
Santa Marina ci trasporta immediatamente sulle coste del Libano, nel luogo in cui trae origine il suo culto: presso la foresta innevata dei Cedri di Dio, a oltre 2.400 metri di altezza, nella Santa Valle Qadisha, sorge il Monastero di Qannoubine dove si trova la Grotta in cui le spoglie mortali di Santa Marina furono originariamente deposte per poi essere traslate a Cipro, a Costantinopoli; oggi Il corpo della Santa, che è Compatrona di Venezia insieme a San Marco, è conservato in una urna di cristallo nella Chiesa di S.Maria Formosa, adiacente piazza S.Marco.
Secondo il Martirologio Romano, Santa Marina si festeggia il 18 giugno, dies natalis, mentre il 17 luglio si celebra la traslazione delle sue reliquie, avvenuta nel 1231, da Costantinopoli a Venezia, dove l’altare della Santa è meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolare dalle località dell’Italia centro meridionale, dove è ancora venerata; Col Decreto del Vescovo S.E. Gino Reali, in base al resoconto che gli aveva sottoposto il Prof. Livio Spinelli dopo essersi recato in Libano al Monastero di Santa Marina, dopo quattro secoli la Città di Santa Marinella torna ufficialmente a festeggiare Santa Marina il giorno 18 Giugno, nella sua Chiesa, risalente al 1500, situata tra il Castello Odescalchi e Villa Sacchetti, lungo l’antico tracciato della via Aurelia.
A Santa Marinella – racconta il prof. Livio Spinelli, autore di un poderoso volume di 450 pagine in attesa di pubblicazione – il culto fu introdotto intorno all’anno 1000, da una Comunità di Monaci Basiliani, provenienti dal Medio Oriente. Nel medioevo con lo spopolamento dell’Agro Romano il culto della Santa cadde nell’oblio. Solo alcuni decenni fa iniziarono le ricerche, quando mio padre Ettore – prosegue il professore – domandò al dott. Silvio Caratelli, Sindaco della Città nel biennio 1966-1968, per quale ragione il Santo Patrono fosse San Giuseppe e non Santa Marina; Quelle ricerche furono proseguite e condussero alla ricerca del luogo in cui era vissuta la Santa.
Santa Marina era nata a Qalamoun, nel Nord del Libano. Suo padre Eugenio era un pio uomo. Sua madre morì quando Marina era molto piccola. Ciò indusse il padre a rinunciare al mondo per ritirarsi nel Monastero di Qannoubine, nella Valle Santa Qadisha, accompagnato dalla figlia, che, introdotta ai monaci col nome di Marino, vestì in abiti maschili. La giovane si dedicò alla pratica delle virtù monastiche con massima spiritualità e precisione. Un giorno, mandato in missione in una città vicina, dovette trascorrere da un amico dei monaci che sia chiamava Paphnotius, la cui figlia era incappata in adulterio e rimasta incinta. Quando il padre scoprì il fatto s’infuriò e la figlia attribuì la colpa al monaco Marino. L’uomo andò subito al Monastero dal Superiore che chiamò Marino e lo sgridò, ma questi non disse nulla per discolparsi. Il suo silenzio fu interpretato come ammissione di colpa e Marino fu condannato a svestire l’abito. Quando la figlia partorì, il nonno portò il bambino al Monastero e lo affidò a Marino che lo allevò con ciò che i monaci usavano dargli, latte di capra e avanzi. Marino sopportò la vergogna senza nessun lamento per 4 anni, poi il Superiore mosso a compassione lo riammise al Monastero sotto severissime condizioni. Marino perseverò nella sua opera ascetica fino alla morte quando i segni del suo volto brillavano di luce divina. Grande lo stupore dei monaci quando, nel preparare il corpo per la sepoltura, quando scoprirono che Marino era una donna. Il Superiore e i monaci s’inginocchiarono davanti al corpo immacolato, chiedendo perdono a Dio e all’anima della santa divina.
Il Programma dedicato ai festeggiamenti in onore della Santa Patrona si articolerà in quattro giornate:
Triduo di preparazione nella chiesa parrocchiale di san Giuseppe: Mercoledì 17 giugno ore 18.15 Rosario e lettura di alcuni brani tratti dal libro ” Vita di santa Marina, la monaca vestita da uomo” di Maria
Stelladoro.
Giovedì 18 giugno ore 18.15 Rosario e lettura di alcuni brani tratti dal libro ” Vita di santa Marina, la monaca vestita da uomo” di Maria
Stelladoro.
Venerdì 19 giugno ore 18.15 Rosario e lettura di alcuni brani tratti dal libro ” Vita di santa Marina, la monaca vestita da uomo” di Maria
Stelladoro.
Sabato 20 giugno
Ore 18.30 Santa Messa celebrata nella chiesa di Santa Marina. Conclusa la Messa, seguirà la processione organizzata dai facchini di san Giuseppe recanti il quadro di santa Marina per le seguenti vie: via Roma, via della Libertà, via Ulpiano, via don Augusto Ranieri, via della Libertà, piazza Trieste, via Fratti, piazza Civitavecchia ( senza percorrere la via Aurelia), via Odescalchi e ritorno alla chiesa di santa Marina. La processione si concluderà intorno alle 20.30.
Alle ore 21 sul sagrato della chiesa di san Giuseppe si svolgerà la sacra rappresentazione “La Santa travestita”, ad opera della Compagnia teatrale Percuoco.
